L’Isee, questo sconosciuto

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di Cesare Raviolo

Isee! Chi era costui? Parafrasando la famosa domanda manzoniana, anche noi potremmo fermarci stupiti davanti a questo ennesimo acronimo della nostra burocrazia. Ebbene, l’Isee è l’Indicatore della Situazione Economica Equivalente, una sorta di “carta di identità” economica del nucleo familiare, cioè di coloro che figurano sullo “stato di famiglia” e risultano coabitare presso la stessa abitazione. Misura il livello economico complessivo del nucleo familiare, in quanto considera tutte le voci di “ricchezza” attribuibili al medesimo nucleo: proprietà immobiliari, rendite finanziarie, redditi da lavoro, ecc. È calcolato sulla base dei dati indicati nella Dichiarazione Sostitutiva Unica (Dsu), presentata dal richiedente l’Isee durante tutto l’anno e valida fino al 31 dicembre dell’anno di presentazione all’Inps direttamente da parte dell’interessato oppure gratuitamente tramite Caf. È stato introdotto nel 1998 e da allora, pur con varie modifiche, costituisce il principale strumento di accesso a sconti sulle bollette del gas, dell’acqua o dell’energia elettrica, sui canoni della Telecom e della Rai, sui trasporti pubblici, sulle tasse universitarie, alle agevolazioni per invalidi, all’assegno di inclusione, ai supporti a formazione e lavoro, all’assegno unico universale e ai vari benefici sociali erogati dai Comuni e dagli altri enti pubblici. Prende in considerazione i beni della famiglia certificati due anni prima; quindi, per garantire una fotografia realistica della condizione economica, qualora si fossero verificate variazioni sostanziali della situazione familiare, lavorativa, ecc. è consentito l’aggiornamento dell’indicatore, attraverso il cd Isee corrente, che prende a riferimento i redditi e/o i patrimoni relativi a un periodo di tempo più ravvicinato. L’Isee è stato modificato con il decreto del 13 dicembre 2023, n. 407, del Ministero del Lavoro, che ha “cambiato” la composizione del nucleo familiare, abolendo il limite dei 26 anni di età per i figli non conviventi con i genitori ma a loro carico ai fini Irpef. Dal 2024 anche i figli più giovani possono formare un nucleo familiare a sé stante, a patto che non convivano con i genitori e non siano a loro carico, così come saranno sempre “attratti” nel nucleo familiare dei genitori se sono a loro carico, indipendentemente dall’età. Le crescenti difficoltà in cui si dibattono alcuni milioni di famiglie avrebbero indotto il Governo a rivedere l’Isee per allargare le possibilità di accesso a servizi e sussidi pubblici, anche se si sono verificati ritardi ed errori, come dimostra il mancato raccordo tra il nuovo assegno unico e le modalità di conteggio dell’importo nell’Isee.

raviolocesare@gmail.com

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