Incertezza e delusione per l’ex Ilva
Realizzato un tavolo di confronto con il sindaco Muliere, l’europarlamentare Gori e i sindacati
NOVI LIGURE – Mentre a Roma si discute la conversione in legge del decreto con le misure urgenti per assicurare la continuità degli stabilimenti e la prosecuzione della trattativa esclusiva tra i commissari delle amministrazioni straordinarie e il fondo d’investimento americano Flacks Group, sale la preoccupazione tra i lavoratori nei siti del colosso siderurgico italiano ex Ilva, oggi Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria. Una situazione che riguarda da vicino anche la città di Novi Ligure, dove venerdì scorso è stato organizzato un incontro in merito al futuro dell’ex Ilva al quale ha partecipato anche l’europarlamentare Giorgio Gori (nella foto con Muliere). Al tavolo – insieme al sindaco Rocchino Muliere, ai componenti della Giunta comunale e ai consiglieri comunali – erano seduti anche i rappresentanti della Rsu dello stabilimento novese e dei sindacati di categoria. Un appuntamento nato dalla necessità di approfondire le prospettive industriali del sito produttivo, tema centrale per l’economia del territorio e per la salvaguardia dei livelli occupazionali, con centinaia di lavoratori diretti e migliaia di persone considerando anche l’indotto. Nel corso dell’incontro, l’Amministrazione comunale novese ha ribadito la profonda preoccupa- zione condivisa con le organizzazioni sindacali e la ferma volontà di mantenere alta l’attenzione istituzionale, a tutela del lavoro, delle famiglie e del futuro industriale del territorio. In particolare, il sindaco Muliere ha sottolineato come al momento la situazione sia estremamente preoccupante, con lo stabilimento novese che attualmente lavora ben al di sotto delle sue potenzialità. Nonostante il primo cittadino di Novi abbia sempre supportato l’unità dell’asset siderurgico, la mancanza di approvvigionamento da parte di Taranto ai siti del Nord è un problema che porta anche il sindaco Muliere alla possibilità di valutare altre strade. «Ribadiamo con forza una richiesta chiara: serve un soggetto industriale solido, con un vero piano di investimenti e riconversione, capace di garantire continuità produttiva, tutela dell’occupazione e dignità del lavoro. – commenta il Partito Democratico al termine dell’incontro, ribadendo la sua vicinanza ai lavoratori e alle organizzazioni sindacali – Il futuro industriale di Novi Ligure non può essere lasciato nell’incertezza». «A oggi non conosciamo alcun piano industriale. I soldi che il governo ha promesso servono a poco, se non per pagare gli stipendi mensilmente. – hanno aggiunto Rsu e sindacati – A luglio abbiamo discusso di un piano industriale che condividevamo, ma non sappiamo che fine abbia fatto». E mentre i sindacati sottolineano l’importanza del ruolo da garante da parte dello Stato nel passaggio di proprietà e attendono una convocazione a Palazzo Chigi, l’europarlamentare Gori ha spiegato come al momento sia necessario attendere l’esito della trattativa con il fondo di investimento statunitense, spiegando che per lui la nazionalizzazione non è la solu- zione migliore. «Credo che il destino di Novi sia legato a quello di Taranto, – ha concluso l’europarlamentare – la soluzione è trovare i fondi necessari per rilanciare l’impianto pugliese, soldi che al momento non ci sono».
Federica Riccardi

