«Il Signore è venuto a cercarmi»

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Domenico Cirigliano di Tortona è, per il quadriennio 2023-2027, il coordinatore diocesano del RnS. A lui abbiamo chiesto di raccontarci la sua esperienza

Cos’è il RnS “in 4 parole”?

«Mi è difficile rispondere con una mia definizione così sintetica. Se permetti, prendo spunto da come i Papi, sapientemente, l’hanno definito. “È una chance per la Chiesa” (San Paolo VI). “È un frutto del Concilio Vaticano II” (San Giovanni Paolo II). “Testimonia la gioia e la bellezza di essere discepoli di Cristo” (Benedetto XVI). “Fa condividere la potenza dell’effusione dello Spirito” (Francesco). In altre parole è prendere a modello e guardare alla prima comunità cristiana, basata sull’unione fraterna, la formazione evangelica, la celebrazione eucaristica, la preghiera e il sovvenire alle necessità dei fratelli, ma tutto nella gioia che proviene dal Signore (At 2, 42-48)».

Come ti sei avvicinato al RnS?

«Sono venuto a contatto con il RnS nel 1996. A quel tempo, mi ritenevo “autosufficiente” e mi facevo bastare una religiosità superficiale, limitata alla sola frequenza della Messa domenicale e anche questa senza troppa convinzione, più per assecondare mia moglie; lei viveva la spiritualità dei focolarini e qualche volta era riuscita a portarmi ai loro incontri, senza scalfire più di tanto la mia riluttanza verso la fede. Il Signore, però, continuava a cercarmi! Finalmente, per curiosità e per avere elementi di critica, visto che sentivo parlare del RnS come degli invasati, settari, non allineati, ho deciso di partecipare a un incontro. Accoglienza, gioia, calore, fervore, fiducia, lode di Dio: effettivamente, tutto era, per me, fuori dagli schemi! Quando è terminato l’incontro, anche se ero stato ben accolto, mi sono ripromesso di non tornarci mai più… Infatti, eccomi qui!».

Quali sfide ti sembra che il Movimento si trovi oggi ad affrontare, in generale e nel contesto ecclesiale locale?

«Talvolta, ancora oggi, il RnS non viene accettato: dall’esterno, si fatica a comprendere i momenti di esultanza, i canti gioiosi, spesso derivanti dalla Parola, sia nella preghiera sia durante le adorazioni, l’invocazione dello Spirito, la gestualità, benché si tratti di espressioni tutte ampiamente conosciute e approvate dalla Chiesa! Questa è la sfida cui noi rispondiamo: bisogna fare l’esperienza! Vieni e vedi! A questo proposito devo rilevare che anche i nostri gruppi locali stanno soffrendo gli effetti del post Covid e, malgrado l’attività non sia mai cessata grazie ai collegamenti online per gli incontri settimanali, i numeri odierni dei partecipanti, in presenza, nei gruppi, sono notevolmente calati. L’altro tema cruciale e quello dei giovani, che paiono sempre più lontani dalla fede e sarebbe bello riuscire a raggiungerli nei modi a loro più vicini, ad esempio, preparando concerti di evangelizzazione».

Comunità pastorali, corresponsabilità laicale, sinodalità, missione: quale apporto a questo cammino della Chiesa diocesana può dare il RnS di Tortona?

«Per l’evangelizzazione e la missione è indispensabile collaborare con la Diocesi, le Parrocchie e gli altri Movimenti. Tutti operiamo nella vigna del Signore! Siamo il suo giardino dove ognuno rappresenta un fiore che emana il proprio profumo – carisma – e forma insieme agli altri il profumo intenso per rendere lode e gloria al Signore! Il RnS può dare il proprio contributo, nello specifico, con la preghiera di lode, di intercessione, con la formazione e il seminario di effusione rivolto a ragazzi, giovani, famiglie, carcerati, sofferenti, senza fare mancare loro la vicinanza nell’ascolto e, possibilmente, l’aiuto materiale. L’Eucarestia e l’Adorazione devono mantenere un ruolo predominante nel cammino che, comunque, va condotto sempre in obbedienza al vescovo e affidandosi al suo discernimento».

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