Briciole di santità

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Il 12 marzo abbiamo ricordato gli 81 anni dalla morte di san Luigi Orione. E dalle carte dell’Archivio Storico Diocesano spunta una sua lettera inviata al Papa il 30 novembre 1904

Non è la prima volta che mi dedico alla raccolta di quelle che mi permetto di chiamare “briciole di santità”, cioè di scritti di san Luigi Orione che emergono dalle carte dell’Archivio Storico Diocesano.

L’occasione di ritornare sull’argomento è la casuale scoperta di una lettera che il 30 novembre 1904 don Orione indirizza al Santo Padre per ottenere una dispensa super defectu aetatis per il suo diacono Giuseppe Mutti.

Scrive dunque don Orione:

Beatissimo Padre

Il sottoscritto sacerdote prostrato al bacio del sacro piede supplica umilmente la Santità Vostra per incarico avutone dal suo veneratissimo Vescovo di Tortona di voler degnare di concedere al rev.do Diacono D. Giuseppe Mutti – parimente della Diocesi di Tortona – la dispensa di diciotto mesi e ventisette giorni perché possa, in vista del bisogno della diocesi, essere ordinato sacerdote alle prossime tempora d’inverno.

Inginocchiato ai piedi della Santità Vostra e umilmente ringraziando, devotissimo figlio di N. Sig. G. C.

Sac. Orione Luigi

Dell’Opera della Divina

Provvidenza

Roma, il 30 di Novembre 1904.

Dispensa prontamente concessa il 1° dicembre come risulta da una nota vaticana a margine, nonché dalla presa d’atto di mons. Igino Bandi del 16 dicembre.

Dal documento relativo all’ordinazione si apprende che il diacono Mutti era nativo di Retorbido.

Numerose le attestazioni di pugno di don Luigi, vergate su carta intestata “Casa Divina Provvidenza – Tortona” per i suoi numerosi chierici che procedevano negli studi ed erano prossimi all’ordinazione sacerdotale. Il 6 settembre 1920 scrive, in allegato alla richiesta dell’interessato:

Dichiaro che il diacono Tornari Carlo ha fatto gli esercizi spirituali voluti dai Sacri Canoni per ricevere il presbiterato.

In fede

Sac. Orione Luigi

della Divina Provvidenza.

Quasi identica la dichiarazione rilasciata il successivo 26 settembre:

Dichiaro che Marabotto Biagio, diacono, fece gli esercizi spirituali per l’ordinazione al presbiterato.

Il precedente 28 maggio, tra le numerose attestazioni legate alle prossime ordinazioni, spicca quella relativo al chierico Sante Gemelli:

Attesto che il chierico Sante Gemelli ha fatto nelle mie mani il giuramento suppletivo di stato libero per tempo passato sotto le armi.

Di molti anni dopo, siamo nel 1925, una dichiarazione rilasciata a Tortona il 5 giugno, del seguente tenore:

Dichiaro io sottoscritto che i chierici Vigo Giuseppe, Parodi Silvio, Moncalieri Fausto, Di Stefano Candido e Piccinini Gaetano hanno premesso i Santi spirituali esercizi richiesti per le S[ante] Ordinazioni.

In fede

Sac. Luigi Orione ODP

E si potrebbe continuare a presentare quelle che ho definito “briciole di santità”.

La Congregazione stava sviluppandosi e l’attivismo di don Luigi era continuo.

Strettamente legata alla figura di don Orione è quella di don Gaspare Goggi “il primo figlio della Divina Provvidenza” così definito nella esaustiva e documentatissima biografia che don Flavio Peloso, già Superiore generale della Congregazione Orionina, gli ha dedicato nel 2019 esaltandone la santità.

Una piccola traccia su don Gaspare è emersa sempre dalle carte delle ordinazioni.

Da Torino (dalla Casa di S. Fogliano) il chierico Goggi scrive, con grafia minuta e ordinata, al Vescovo di Tortona mons. Bandi:

Eccell.mo e Rev.mo Padre

Il sottoscritto, inginocchiato al bacio del sacro anello, supplica umilmente Vostra Eccellenza Rev.ma a volerlo promuovere,

per le prossima Tempora al Sacro Ordine del Suddiaconato.

Promettendo di pregare con tutte le sue deboli forze per Vostra Eccellenza e ringraziandoLa anticipatamente della grazia insigne si rassegna

Di V. Ecc. Rev.ma

Devotissimo Obbedient.mo servo e figlio in G. C.

Accolito Gaspare Goggi.

A margine la nota autografa di mons. Bandi: “V[isto] si ammette”.

Allegate alla domanda due documenti:

– l’attestazione del Pro Vicario, in data 12 marzo 1902, su carta con stemma dell’Arcivescovo di Torino, card. Agostino Richelmy, sulla residenza di Gaspare Goggi in Torino dal 1897 al 1901 a motivo di studi [ab an. 1897 usque ad annum 1901 studiorum causa in hac Taurinensi Civitate] e l’inesistenza di canonici

impedimenti all’accoglimento della richiesta;

– altra dichiarazione, in pari data, del Vicario Capitolare della diocesi di Genova, Giovanni Battista De Bernardis, sul soggiorno a Genova dal 1894 al 1897 [in hac Archidiocesi commoratus est, idest ab anno 1894 usque ad annum 1897 inclusive].

E, infine, due altri documenti relativi agli inizi di quella che un tempo veniva definita “carriera ecclesiastica”: l’ammissione, il 1° marzo 1902, alla prima tonsura e ai quattro ordini minori, nonché l’ammissione, il 29 novembre 1902, al suddiaconato, come richiesto dal chierico Goggi con la richiesta sopracitata.

Su don Gaspare Goggi non mi resta che invitare gli interessati a leggere il volume di don Flavio Peloso, maestro di memorie orionine.

Giuseppe Decarlini

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