«Bisogna prendersi cura delle persone»

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Antonella Clerici su YouTube chiude gli incontri novesi di “Aspettando la Notte del Classico”

NOVI LIGURE – È stata Antonella Clerici a chiudere il ciclo di incontri dedicati al liceo classico “Amaldi – Doria”, nell’ambito dell’iniziativa “Aspettando la notte del Classico – Le 10 parole per raccontare il nostro tempo”, organizzata in collaborazione con la Fon- dazione Acos per la Cultura.

La nota conduttrice televisiva, ormai arquatese d’adozione, ha raccontato lunedì scorso agli studenti il significato personale della parola “gentilezza”.

«Sono convinta che in questo momento storico il tema della gentilezza sia fondamentale. – ha det-to – Se il lockdown, ha peggiorato qualcuno, da altri è stato interpretato come un momento di solidarietà, perché in fondo siamo tutti sulla stessa barca.

Non bisogna rivolgersi agli altri con arroganza e in tv ce n’è davvero troppa. Si ha la sensazione che chi urla ha ragione, ma non è così. Io gli arroganti li schivo.

Bisogna tornare a prendersi più cura delle persone».

Il suo intervento è visibile sul canale YouTube di Gruppo Acos.

«Nutro un affetto profondo nei confronti del Classico, che ho frequentato a Legnano – ha proseguito Antonella Clerici – perché è formativo sia dal punto di vista della persona sia degli insegnamenti. Mi ha dato una sensibilità che mi sono poi portata dietro per tutta la vita. Mia figlia Maelle frequenta la prima media al “Doria” di Novi Ligure, lo stesso edificio che ospita il liceo.

Lei sa che per frequentarlo bisogna lavorare duro e le ricordo sempre che, il Classico, bisogna meritarselo. Penso molto ai ragazzi che sono a casa in Dad. Nel mio show mi rivolgo spesso a loro perché sono quelli che soffrono di più questa situazione. Da un anno a questa parte sono privati della loro libertà». Il testimone dopo Novi, ora passa al Classico “Peano” di Tortona. Seguiranno altri cinque incontri con altrettanti ospiti, coordinati dal liceo tortonese.

«La gentilezza mi ha permesso di fare questo lavoro; – ha concluso la presentatrice Rai – quando avevo vent’anni andavo tutti i sabati nella casa di riposo a chiacchierare con gli anziani. Questo mi ha permesso di approdare a Telereporter per scrivere dei problemi della terza età. La mia carriera di fatto è partita da lì. In tempi come quelli che stiamo vivendo credo sia importante andare nella direzione di programmi realizzati con il cuore, con l’intento di dare una carezza a chi ti segue».

Luca Lovelli

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