Ancora un’altra ovazione per “Mister Millimetro”

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Se ne è andato l’ultimo campione del “boccismo romantico”: il pavese Bruno Suardi, più volte protagonista sui campi delle nostre città, cantato anche da Gianni Brera

Con l’ultimo suo accosto, Bruno Suardi è andato ancora a bersaglio, sì, ma non vicino al pallino; stavolta ha deciso di avvicinare le bocce alle corsie celesti, nell’aldilà.

“Mister Millimetro”, più volte campione del mondo, se n’è andato a giocare altre partite, in una dimensione ultraterrena, lui che invece è sempre stato così legato alla propria terra: la terra lombarda, quella pavese in particolare, dov’era cominciata, sessant’anni or sono, una straordinaria carriera sportiva che l’ha portato in cima alle classifiche internazionali.

Sabato 10 settembre 1983, al Palapenz di Chiasso, in Svizzera, insieme a Dante D’Alessandro, Afro Molinari e Angelo Papandrea, Suardi si era aggiudicato la prima edizione dei Campionati del Mondo di Bocce per squadre riservati alla specialità Raffa. Commissario Tecnico era allora un altro pavese: Piero Bassi, il quale, due anni dopo, nel settembre del 1985, avrebbe di nuovo convocato “Mister Millimetro” a Milano per la seconda edizione dei Mondiali. Al Palalido di Piazzale Stuparich, su corsie sintetiche allestite per l’occasione, per nulla semplici da domare, Suardi aveva incantato il pubblico con una serie di accosti simili a vere e proprie magie balistiche.

Il grande giornalista Gianni Brera (“gioanbrerafucarlo”) ne era rimasto impressionato tanto da scrivere su Repubblica: «Il pavese Suardi accompagnava la boccia al pallino come un maestro che commettesse agli archi o agli ottoni il compito di attaccare un motivo piano e delicato fino alla soavità».

D’altronde, è stato lui il miglior puntista nella storia del boccismo, senza dubbio.

Una vita non facile, la sua. Nato a Pavia il 14 dicembre del 1941, ha incontrato e sposato Agnese con la quale ha pensato di mettere al mondo sei figli: Donatella, Roberto, Elisabetta, Claudia, Pierangela e Alessandro. Lo stipendio da dipendente comunale non sempre bastava; perciò, viste le proprie attitudini, il buon Bruno si è dedicato alle bocce, con l’idea di raggranellare un po’ di premi per arrotondare la misera paga e aiutare la famiglia.

Cuore generoso, ma riservato e introverso, ha scritto pagine importanti di quello che definiamo “boccismo romantico”. Ha giocato in coppia con tanti campioni, vincendo numerose gare regionali e nazionali.

Ricordiamo, tra i compagni di campo: il vigevanese Valsecchi, il tortonese Claudio Bossoletti, il vogherese Rino Fossati, il lodigiano Rinaldo Monico, l’oltrepadano Tino Bardoni, il piacentino Marzolini e i fratelli Stefano e Mauro Perotti. Poi, naturalmente, ci sono i capitoli sportivi più importanti, legati alle annate giocate in coppia con il godiaschese Carlo Figini, eccelso e talentuoso bocciatore di volo; con il “campionissimo” iriense Romano Scampoli e con il funambolico bressanese Serafino Gatti. Nel periodo in cui Suardi faceva coppia con Scampoli, indossando la maglia delle Terme di Salice, chi scrive li aveva soprannominati “le SS delle bocce” proprio per la crudeltà sportiva con cui eliminavano gli avversari; tra le loro vittorie più prestigiose, spicca la mitica “Mille Coppie”, quando le fasi finali si disputavano nello storico bocciodromo “Cimbali” che sorgeva nel quartiere Gratosoglio di Milano.

Meriterebbero poi un racconto a parte gli anni in cui “Mister Millimetro” ha giocato con Gatti, vero fenomeno delle bocce. Il 1982, ad esempio, è stata una stagione irripetibile, rimasta negli annali: 50 vittorie su 52 gare, di cui ben 28 a carattere nazionale; tornei i cui tabelloni contavano 512 o addirittura 1024 coppie. Altri tempi. “Boccismo romantico”, per l’appunto.

A Bruno, purtroppo, è rimasto solo un cruccio: nonostante abbia conquistato la maglia iridata con la nazionale, non è mai riuscito a vincere un titolo tricolore. Ci è andato vicino molte volte. Nel lontano 1972, a Motta di Livenza, in coppia con un giovanissimo Gatti, si era arreso di fronte al gioco scintillante e imperioso dei lodigiani Monico e “Cina” Franchi. Più tardi, nel 1996, in coppia con Mauro Perotti – altro volista di immenso talento – quando entrambi indossavano la maglia della “Poiani” di Lodi, la finale degli Assoluti sembrava già vinta; ma, in quel di Reggio Emilia, all’interno di un Palazzetto dello Sport gremito all’inverosimile, la sfortuna ci ha messo lo zampino e anche qualcosa di più, negando a Suardi la soddisfazione di un titolo italiano che il campione pavese avrebbe meritato più di chiunque altro. Misteri dello sport. Misteri del fato. Quello stesso fato che, oggi, ha deciso di rendere immortale “Mister Millimetro”.

Bruno Suardi, infatti, non c’è più: se n’è andato, lasciandoci tristi e affranti; ma il mito di “Mister Millimetro” rimane e rimarrà per sempre nella storia del boccismo e dello sport italiano.

Ciao, campione!

Com’era solito scrivere “Gioanbrerafucarlo”: «Ti sia lieve la terra…».

Giorgio Macellari

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