Acque agitate alla Broni-Stradella

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Dopo le dimissioni di Luigino Maggi è scontro tra Centrodestra e Pd

STRADELLA – Acque agitate intorno alla Broni-Stradella Pubblica, la società multiservizi che gestisce la raccolta rifiuti, l’acquedotto e le reti fognarie in 60 Comuni tra Oltrepò e Basso Pavese.

Durante l’assemblea dei soci di venerdì scorso, infatti, è stato approvato il bilancio, con l’astensione del 20% dei Comuni, e sono state comunicate le dimissioni di Luigino Maggi, per 40 presidente del-la Broni-Stradella Spa e dal 2018 consigliere della Pubblica. Ma ora la questione è diventata politica, con il Centrodestra provinciale che chiede l’azzeramento totale del Cda dell’azienda e il Pd che fa quadrato intorno all’attuale dirigenza.

Preoccupati i sindaci soci, che vogliono garanzie sul potenziamento dei servizi e sulla questione degli insoluti. «Da ormai oltre un anno la coalizione di Centrodestra ha assunto la guida dell’amministrazione comunale di Stradella e di altre importanti realtà del territorio pavese senza però intervenire in modo incisivo all’interno della governance di Broni-Stradella Pubblica. – attaccano Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia – All’interno del Cda siedono ancora i membri indicati dalle passate amministrazioni di Centrosinistra, venendo così di fatto meno il principio di rappresentanza politica e di fiducia tra gli amministratori e i soci. La società in questi anni ha svolto, in modo spesso inefficiente e inadeguato, il proprio servizio, operando addirittura in settori costantemente in perdita e mancando di fornire un valore aggiunto ai vari Comuni. Inoltre, i bilanci approvati negli ultimi anni hanno evidenziato risultati economici prossimi allo zero, con un importante indebitamento finanziario da onorare negli anni a venire».

Luigi Maggi

Ma c’è anche chi difende l’operato del Cda. «Un grazie semplice e dovuto a Luigi Maggi. – afferma la minoranza stradellina di “Torre Civica” – Si leggono dichiarazioni di pseudo politici provinciali che parlano di business, governance, efficientamento come se si trattasse di banche o finanziarie e non di una società pubblica di Comuni, che gestisce servizi pubblici essenziali, anche a carattere sociale. Una entrata a gamba tesa sui sindaci e sugli amministratori locali. Una vergognosa, offensiva e maldestra manovra di assalto a un presunto potere. Chi parla di utili non ha capito nulla, gestione oculata sì, ma con risorse da reinvestire nel miglioramento dei servizi e con riduzione degli oneri a carico dei Comuni soci. Auspichiamo che Broni-Stradella Pubblica prosegua il suo cammino senza interferenze esterne e con una gestione unitaria». E mentre Riccardo Fiamberti, ex sindaco di Canneto Pavese, oggi alla guida della Fondazione per lo Sviluppo dell’Oltrepò, afferma di non essere interessato alla corsa alla presidenza della Broni-Stradella, smentendo alcune voci infondate che erano circolate nei giorni scorsi, interviene l’attuale presidente Siro Lucchini. «Preferisco non commentare ciò che sta accadendo attorno alla società. – conclude Lucchini – Ci confronteremo con i sindaci per capire come affrontare i problemi. Anche durante questi mesi difficili l’impegno è stato massimo nella gestione di aspetti molto delicati, per esempio la casa di riposo e la ripartenza delle piscine».

Oliviero Maggi

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