Se ci scappa da ridere

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Di Carlo Zeme

Ricordo la prima volta che ho riso di gusto davanti a un film comico per aver capito una battuta senza che nessun adulto dovesse spiegarmela: avevo 12 anni e inserito nel videoregistratore c’era il vhs del Secondo tragico Fantozzi. Oggi mi ritrovo spesso a ridere con Margherita. Le risate nascono da situazioni di gioco, a volte basta una pallina lanciata contro il muro che comincia a rimbalzare dappertutto e la più piccola di casa ride a crepapelle; il suono riempie tutti di gioia. Io e Melina ci godiamo i suoi monologhi, come una spugna assorbe tutti gli “usi e costumi” della famiglia e i luoghi che frequenta trasformandoli in lunghe chiacchierate immaginarie oppure in telefonate interminabili nelle quali viene elencato il menù della settimana all’asilo, le presenze e assenze dei piccoli compagni o le conversazioni che sente da mamma e papà con i nonni. A volte, però, la vera prova per noi genitori è semplicemente quella di riuscire a rimanere seri, fermi e concentrati su alcune regole che diamo a Margherita, alcuni “no” che pensiamo possano aiutarla, anche se le sue reazioni ci fanno ribollire dentro risate complicatissime da contenere. Il gioco di sguardi tra noi adulti peggiora la situazione e in un attimo rischiamo di far crollare tutto il castello di buone intenzioni. Penso alla scarsa propensione di Margherita nel farsi convincere ad andare a dormire, ogni volta prende come una sconfitta l’idea di mettersi nel lettino e lasciarsi abbandonare a Morfeo, coglie ogni scusa possibile per allungare i tempi: prima un libretto da leggere, poi un sorso d’acqua dalla borraccia e infine le proteste per non spegnere la luce, e in quel momento l’urlo disperato: «Io non voglio dormi- re mai più!». La minaccia è un’iperbole talmente grande che provocherebbe una risata fragorosa. Facciamo un respiro, ci guardiamo, e rimaniamo fermi. Margherita si addormenterà mettendo fine alle proteste, noi pro- viamo a spiegarle che un po’ di sano riposo serve per crescere e con la luce spenta, ripensandoci, ci scapperà da ridere.

carlo.zeme [at] gmail.com

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