In cammino verso la Pasqua

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Mercoledì 18 febbraio inizia la Quaresima con l’imposizione delle ceneri. E domenica 22 febbraio si terrà l’elezione dei Catecumeni fra i candidati ai Sacramenti dell’Iniziazione Cristiana

Mercoledì 18 febbraio, con l’austero e antico rito delle Ceneri, inizierà il tempo di Quaresima. Il vescovo Mons. Guido Marini presiederà la celebrazione della Santa Messa con l’imposizione delle Ceneri alle 18 in cattedrale a Tortona. Ascolteremo le parole “Ricordati che sei polvere e in polvere tornerai”. «Sono parole singolari – affermava Mons. Marini nell’omelia della Messa di apertura della Quaresima dello scorso anno – che sembrano un po’ fuori dal mondo. In realtà sono parole che ci aiutano a capire chi siamo e a non averne paura. Siamo uomini e donne fragili, deboli. Basta poco per renderci incerti, paurosi, preoccupati, ansiosi. Per questo il Signore vorrebbe dirci: non avere paura della tua fragilità. La forza vera, quella che fa vivere e crescere, che rende umani e felici, viene dal mio amore, dalla mia parola, dall’essere fratelli e sorelle, amici. Solo l’amore sconfigge il male e vince persino il nemico. Le ceneri che riceverai sul tuo capo ti ricordano chi sei e insieme la protezione di Dio sulla tua vita». Domenica 22 febbraio alle ore 10.30 il vescovo celebrerà in cattedrale la Santa Messa nella prima domenica di Quaresima, durante la quale si terrà l’elezione dei Catecumeni fra i candidati ai Sacramenti dell’Iniziazione Cristiana che diventano “eletti”, cioè scelti per diventare cristiani. Intanto scopriamo chi sono i Catecumeni e come si svolge il loro cammino di preparazione.

DI DON CLAUDIO BALDI*

«Dite allora il vostro nome». Questo chiederà Mons. Guido Marini a 11 persone durante la celebrazione eucaristica in Cattedrale di domenica 22 febbraio alle 10.30, prima domenica di Quaresima e tempo battesimale per antichissima tradizione. Prontamente udremo la risposta e il nome dei Catecumeni sarà iscritto ufficialmente fra i candidati ai Sacramenti dell’Iniziazione Cristiana. Chi sono allora i catecumeni? Sono coloro che, dopo aver incontrato Cristo e camminato verso di Lui accompagnati dalle loro comunità di origine, ora diventano “Eletti”, cioè scelti per diventare cristiani. Con questo rito la Chiesa ritiene la loro preparazione adeguata e decide sulla loro ammissione ai sacramenti pasquali. L’elezione è così il momento centrale della sua sollecitudine verso i catecumeni: quello del riconoscimento solenne e pubblico del loro desiderio di Cristo, della preghiera e delle verifiche decisive (nel segno degli scrutini la terza, quarta, quinta domenica di Quaresima). Tale cammino si concluderà la notte di Pasqua, quando durante la solenne Veglia (madre di tutte le azioni liturgiche della Chiesa) riceveranno i Sacramenti dell’Iniziazione cristiana (Battesimo, Cresima ed Eucarestia), quando, nei santi simboli della liturgia, “saranno sepolti con Cristo nella morte per risorgere con Lui alla vita immortale” (Rm 6,3-4). La Chiesa, su mandato di Gesù (Mt 28, 1620), ha infatti sempre praticato l’evangelizzazione, fin dai primi secoli, istituendo proprio il catecumenato. Dopo un periodo glorioso nella Chiesa antica (ricordiamo sant’ Agostino che, incontrato Cristo, riceve il battesimo da sant’Ambrogio di Milano), e scomparso per secoli, il Concilio Vaticano II, mutate le situazioni pastorali, lo raccomanda ai vescovi e ne ribadisce la necessità nella società di oggi: “Abbiano cura [i vescovi] anche di ripristinare e di meglio adattare ai nostri tempi l’istituto del catecumenato” (Christus Dominus, 14). “Si ristabilisca il catecumenato degli adulti, diviso in più gradi, da attuarsi a giudizio dell’ordinario del luogo” (Sacrosantum Concilium, 64). Il Rito per l’iniziazione cristiana degli adulti (RICA, 1978) rappresenta dunque il testo che svolge la funzione di filo conduttore e costituisce la norma ufficiale dei riti e della pastorale di iniziazione cristiana, accompagnando coloro che desiderano abbracciare Cristo “Via Verità e Vita” (Gv 14,6) dall’inizio del Catecumenato fino alla celebrazione dei sacramenti di iniziazione durante la Veglia Pasquale. Ma come si struttura il cammino che giunge al fonte battesimale? Il percorso della iniziazione cristiana richiede una sequenza strutturata di tappe, di tempi, di riti che non possono né essere scavalcati frettolosamente né essere mescolati arbitrariamente. Già negli Atti degli Apostoli abbiamo traccia di un percorso simile: esso parte dal primo annuncio di Gesù (CEI, Questa è la nostra fede, Nota pastorale sul primo annuncio, Roma 2005) in relazione alla situazione concreta delle persone, come Salvatore dell’esistenza negli ambiti affettivi, lavorativi, festosi o sofferenti, sociali e politici, nonché nella fragilità umana. In secondo luogo viene il tempo del catecumenato vero e proprio, nel quale accanto alla catechesi si propone un serio tirocinio di vita cristiana che esprima gradualmente la conversione e l’acquisizione di comportamenti cristiani (la preghiera quotidiana, la lettura del Vangelo, l’onestà e la coerenza nella vita familiare, professionale, sociale, ecc.). Il terzo momento prevede una preparazione immediata al sacramento attraverso un intenso periodo di ascesi e di preghiera, che in genere coincide con la Quaresima. È questo il nostro tempo. Infine, celebrati i Sacramenti, il cammino continua con la mistagogia, la quale parte integrante dell’iniziazione cristiana, rafforza l’appartenenza alla comunità cristiana (Messa domenicale, testimonianza della propria fede nel mondo, aggregazione ai momenti di vita della parrocchia stessa). Tale cammino è chiamato semplicemente “catecumenato”, anche se la parola di per sé indica solo la parte più consistente di essa. Tutto ciò è per la nostra Chiesa motivo di gande gioia di certa speranza. La Chiesa, infatti, cresce, la Chiesa è viva perché amata di amore eterno (Ger 31,3) e condotta nei sentieri della storia da Dio stesso, il quale provvede a donarle sempre nuovi figli, facendola crescere con il dono della sua Pasqua. E veramente sono benedette le comunità che possono esprimere qualche catecumeno non solo come motivo di festa per le famiglie di questi eletti, che ricevuti i Sacramenti e per tutto il tempo di Pasqua si chiameranno Neofiti, cioè nuovi virgulti innestati nell’unica vite che è Cristo (Gv 15,1), ma perché saranno per la comunità l’occasione di recuperare lo slancio originale del Battesimo, per ritornare alla fonte del primo Amore (Cfr. Ap 2,4), ritrovando entusiasmo e passione per l’annuncio, crescendo in mentalità missionaria ed evangelizzatrice per rifondare questo nostro mondo in Cristo e ricondurre ogni cosa in Lui, unico Salvatore.

*Responsabile diocesano per il servizio del Catecumenato

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