Salire senza pesi superflui

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Nella domenica in cui la Chiesa celebra la Giornata missionaria, Papa Francesco mette in primo piano l’ascesa

CITTA’ DEL VATICANO – Nella domenica (20 ottobre) in cui la Chiesa celebra la Giornata missionaria, Papa Francesco mette in primo piano proprio il verbo salire.

Salire il monte: è il luogo dove Dio dà appuntamento all’umanità intera, dice il Papa nella basilica di san Pietro. “È il luogo dell’incontro con noi, come mostra la Bibbia dal Sinai al Carmelo fino a Gesù, che proclamò le Beatitudini sulla montagna, si trasfigurò sul monte Tabor, diede la vita sul Calvario e ascese al cielo dal Monte degli Ulivi”. Sul monte Moria Abramo conduce Isacco per il sacrificio, Dio si rivela come potenza. Sul monte Sinai, a Mosè Dio si rivela come legge. Un monastero, Santa Caterina, custodisce nel tempo la memoria di quella storia, il popolo di Israele in fuga verso la terra promessa, il deserto. E Dio che si rivela al suo popolo. Su una montagna, appunto. Sul monte Hira, dove Maometto riceve la scrittura, Dio si rivela come parola. Sul monte Calvario, Dio si rivela nella sua umanità. È il Dio della croce, dell’amore, del perdono. Ma il figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra? Ci interpella questa domanda, anche in questo nostro tempo, afferma ancora Francesco; un tempo “segnato da una globalizzazione che dovrebbe essere solidale e rispettosa della particolarità dei popoli, e invece soffre ancora della omologazione e dei vecchi conflitti di potere che alimentano guerre e rovinano il pianeta”. In questo tempo “i credenti sono chiamati a portare ovunque, con nuovo slancio, la buona notizia che in Gesù la misericordia vince il peccato, la speranza vince la paura, la fraternità vince l’ostilità”.

E torna il monte nelle parole del Papa: “Ci ricorda che i fratelli e le sorelle non vanno selezionati, ma abbracciati, con lo sguardo e soprattutto con la vita. Il monte lega Dio e i fratelli in un unico abbraccio, quello della preghiera. Il monte ci porta in alto, lontano da tante cose materiali che passano; ci invita a riscoprire l’essenziale, ciò che rimane”.

Per questo, sottolinea il vescovo di Roma nell’omelia per la Giornata missionaria, bisogna salire, “bisogna lasciare una vita orizzontale, lottare contro la forza di gravità dell’egoismo, compiere un esodo dal proprio io”. Salire senza pesi superflui. L’annuncio, la missione, non è “belle parole” ma “vita buona: una vita di servizio, che sa rinunciare a tante cose materiali che rimpiccioliscono il cuore, rendono indifferenti e chiudono in sé stessi; una vita che si stacca dalle inutilità che ingolfano il cuore e trova tempo per Dio e per gli altri”.

Salire il monte, raggiungere la meta: tutti.

“Il Signore è ostinato nel ripetere questo tutti”, afferma Francesco, perché “ciascuno è un tesoro prezioso e il senso della vita è donare agli altri questo tesoro. Ecco la missione: salire sul monte a pregare per tutti, e scendere dal monte per farsi dono a tutti”.

Fabio Zavattaro

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