State buoni, se potete

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Di Silvia Malaspina

Caro il mio don Emilio Cannata, della parrocchia di Santa Teresa del Bambin Gesù di Palermo, ti scrivo per esprimerti solidarietà in merito alla vicenda che ha coinvolto la comunità da te guidata, di cui si è molto parlato e scritto negli ultimi giorni. Infatti il contenzioso, avviato in Tribunale nel 2015, dagli abitanti di alcuni palazzi confinanti con il tuo complesso parrocchiale, si è concluso con la condanna al risarcimento di 45.000 euro, motivato dal disagio prolungato che sarebbe stato arrecato dalle attività ludiche e sportive praticate negli spazi dell’oratorio. I vicini lamentavano il fatto che i ragazzi fossero presenti in oratorio dalle 16 alle 20 e nei fine settimana anche fino a mezzanotte, provocando disturbi non solo della quiete, ma addirittura ansia e depressione, certificate con perizie mediche. Caro don Emilio, purtroppo a nulla sono valsi gli sforzi tuoi e dei tuoi collaboratori di correre ai ripari, riducendo le ore di apertura dell’oratorio e installando barriere antirumore: i vicini sono stati irremovibili! La Diocesi di Palermo, come riportato da Avvenire, ha “preso atto con senso di responsabilità della decisione del Tribunale”, ha confer- mato la volontà di rispettare la sentenza, ribadendo, nel contempo, che l’oratorio “da decenni costituisce per bambini e ragazzi uno spazio fondamentale di crescita, inclusione e socialità, soprattutto in un contesto urbano povero di luoghi di aggregazione”. In effetti viene da chiedersi dove, in un quartiere difficile come il Noce, i ragazzi potrebbero trascorrere il tempo libero, dedicandosi al gioco, allo sport e anche ad attività più prettamente catechetiche, se non all’oratorio? A fronte di drammatici episodi accaduti molto recentemente all’interno delle scuole, non è forse d’esempio per la cittadinanza offrire uno spazio sicuro (e gratuito!) per le fasce d’età più vulnerabili, che sono poi le maggiormente esposte ai pericoli e alle insidie della “strada”? Mi domando se il nostro crescente egocentrismo sia diventato così radicale dal voler stigmatizzare come insopportabilmente fastidioso persino il vociare dei bambini. Non saprei consigliarti quale atteggiamento adottare per il futuro, caro don Emilio: forse potresti prendere ispirazione da ciò che affermava san Filippo Neri (lo ricordo nella trasposizione cinematografica diretta nel 1983 da Luigi Magni, con Johnny Dorelli): «State buoni, se potete». Ma, se non potete, bisogna anche capirvi: siete pur sempre bambini!

silviamalaspina [at] libero.it

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