San Guido, l’abate di Pomposa

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Di Daniela Catalano

Il santo di questa settimana è abate del monastero benedettino di Pomposa, uno dei più importanti del Medioevo, dove il monaco Guido d’Arezzo inventa la notazione musicale moderna. San Guido, che la Chiesa ricorda il 31 marzo, nasce intorno al 970 in una famiglia agiata a Casamari, nei pressi di Ravenna e compie studi di diritto, architettura e musica. Non vuole sposarsi ma intende dedicarsi a qualche forma di vita religiosa e per questo motivo si reca in pellegrinaggio a Roma, da dove pensa di raggiungere la Terrasanta. In realtà, si trattiene a lungo nella città ed entra a far parte del clero romano. Poi ritorna a Ravenna per abbracciare lo stato monastico sotto la guida del monaco Martino, abate di Pomposa. Guglielmo, il successore, vedendo i rapidi progressi di Guido nell’esercizio delle virtù monastiche, nel 1001 lo nomina priore di san Severo a Ravenna. Nel 1008, infine, è eletto abate di Pomposa e comincia ad attirare a sé numerosi monaci e donazioni che gli consentono di ingrandire l’intero complesso. Persona saggia e di forte personalità, il santo conquista la stima e l’ammirazione degli uomini del suo tempo. La sua virtù e il suo impegno nel promuovere l’osservanza della regola gli attirano l’ostilità di alcuni monaci, i quali convincono il vescovo di Ravenna a deporlo dalla carica. Guido non reagisce ma intensifica il digiuno e la preghiera e il presule, quando giunge al monastero, conferma il santo nel suo ruolo. Da abate governa Pomposa per quasi 40 anni, portandola a un alto grado di vita spirituale e ricchezza materiale e consacrando l’attuale chiesa nel 1026. Riesce anche a bilanciare lo stile cenobitico ed eremitico, collaborando alla riforma ecclesiastica di san Pier Damiani. L’imperatore Enrico III, dopo la sua incoronazione, invita il santo alla Dieta di Pavia per conoscerlo. Guido si mette in viaggio ma si ammala lungo la strada e muore, il 31 marzo 1046, a Borgo San Donnino (oggi Fidenza), vicino Parma. Il corpo, per volere dell’imperatore, è trasportato a Spira, in Germania. Il 19 novembre del 2000, dopo quasi un secolo, una reliquia di san Guido è accolta nell’abbazia di Pomposa.

cadarita [at] yahoo.it

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