Ospedale: possibili sinergie con i privati

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Si considera l’ipotesi per la riapertura di tutti i reparti

TORTONA – È ormai quasi completato il pieno ripristino dei reparti ospedalieri, dopo la conclusione dell’esperienza come “Covid Hospital” da marzo a giugno.

Il cronoprogramma, annunciato dall’Asl, per il ritorno all’assetto originale di inizio anno è stato sostanzialmente rispettato, con la so-la grande eccezione legata al pronto soccorso. Al riguardo bisogna ricordare che mancano medici specializzati in emergenza in tutta l’Asl alessandrina e in particolare a Tortona, dove dei quattro dottori che coprivano il ruolo, al momento non ne è presente nessuno, tra trasferimenti, prepensionamenti e condivisione con altri ospedali.

L’Asl si è comunque impegnata a reperire i medici necessari ricorrendo a chiamate “a gettone” di specialisti operanti in altre aziende sanitarie o nel privato; si tratta di una soluzione più onerosa per l’azienda ma è l’unica praticabile senza i tempi e le incertezze di un concorso. A oggi la data annunciata di riapertura del Pronto soccorso è il 1° agosto. Lunedì 13 luglio ha riaperto il reparto di Ortopedia, mentre Medicina è stata progressivamente riportata nei locali originari. Dalla settimana scorsa sono ripresi gli interventi chirurgici ma solo quelli programmati, non essendo attivo il pronto soccorso. È ripartito anche il cantiere per la creazione del nuovo reparto di Fisiatria, per il quale sono stati investiti 120.000 euro per l’allestimento dei locali. Attualmente l’ospedale dispone di una sessantina di posti letto di medicina, chirurgia e ortopedia. Sono aperte le sale operatorie di chirurgia e ortopedia, il day hospital oncologico, che non ha mai sospeso l’attività, la radiologia, il laboratorio analisi e tutti gli ambulatori. Per gli esami che erano stati sospesi a causa del Covid, il Cup sta richiamando le persone che avevano visite prenotate per proporre nuovi appuntamenti. Per farlo ha fatto ricorso all’utilizzo di linee a pagamento che hanno suscitato malcontento.

L’Asl si è impegnata ad aumentare le linee disponibili e a utilizzare un call center con normali tariffe al posto del costoso sistema attuale.

Per quanto riguarda il futuro assetto dell’ospedale, il sindaco Federico Chiodi è determinato a fare valere i crediti acquisiti nei mesi in cui la struttura è stata messa a disposizione di tutta la Regione per la cura del Covid, privando la città di tutti gli altri reparti. La trattativa con la Regione è ben avviata e la richiesta di riaprire i vari reparti, che furono chiusi nel 2014, con il declassamento del DEA (Dipartimento Emergenza e Accettazione), è stata ascoltata, come ha ribadito l’assessore regionale Luigi Icardi, che al convegno sulla sanità privata realizzato nei giorni scorsi a Tortona, per la prima volta, ha preso posizione in pubblico su questo argomento. «Per riportare all’ospedale di Tortona i reparti chiusi negli anni e potenziarne altri, è necessario modificare la legge regionale 1/600 e da parte della nostra giunta c’è piena disponibilità», ha dichiarato Icardi che ha istituito una commissione per la revisione della rete ospedaliera regionale. In questo senso, potrebbero svilupparsi sinergie con i privati che hanno manifestato interesse a investire sulla città, portando all’o-spedale risorse mediche e organizzative, senza costi aggiuntivi per l’utenza. Sugli sviluppi di queste opportunità saranno decisivi i prossimi mesi e la volontà politica.

Stefano Brocchetti

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