«Nessuna chiusura. Anzi, il contrario»

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Nardi, direttore dell’Asl, sul futuro del nosocomio

TORTONA – L’emergenza Covid, dal punto di vista clinico, sembra essere superata dato il numero e la gravità dei malati che si sono drasticamente ridotti nelle ultime settimane. La prova è l’avvio della Fase 2 per l’organizzazione ospedaliera che torna al precedente assetto. Non ha più senso riservare un intero ospedale da 120 posti letto ai malati del Coronavirus provenienti da tutta la provincia di Alessandria, quando al momento risultano esserci meno di venti ricoverati. Di conseguenza, l’Asl ha iniziato la chiusura di alcuni reparti per avviare la sanificazione e riportarli alla destinazione originaria. Contemporaneamente saranno svolte le previste ristrutturazioni delle sale operatorie per ritornare alla normale attività. Entro i primi di luglio saranno ripristinati tutti i reparti: Medicina, Chirurgia, Ortopedia e i vari ambulatori.

Si conclude quindi l’esperienza come Covid Hospital; in provincia di Alessandria, per ora, non ci sarà più un’intera struttura dedicata ma sarà adattato un reparto, forse a Casale Monferrato, per curare ancora la malattia.

La conferma arriva dal nuovo direttore sanitario dell’Asl, Federico Nardi (nella foto), in carica da circa un mese e già impegnato nell’organizzazione della rete ospedaliera. Nardi prevede progetti in teressanti per il futuro della struttura tortonese e afferma: «Lasciare un ospedale come Tortona solo per le cure del Covid sarebbe un pessimo segnale, oltre che uno spreco visti i numeri attuali dell’epidemia.

Va però mantenuto al centro di una strategia. Tortona è ospedale di confine territoriale e può diventare un riferimento per evitare la mobilità fuori regione dei pazienti, se manterrà livelli adeguati di servizio e avrà le sue specificità. All’interno di una rete Asl ogni ospedale deve avere sue peculiarità e su Tortona ci sono progetti in questo senso». Uno riguarda Fisiatria che doveva essere avviata in questi mesi e che ripartirà a breve.

Nardi pensa anche a ulteriori specificità e dichiara: «Non sono previsti depotenziamenti o chiusure, anzi, il contrario».

Buone notizie, quindi, anche in vista della trattativa politica in corso per il futuro della struttura.

Un altro fatto positivo è che l’ospedale tornerà a fornire quelle cure e operazioni programmate e momentaneamente sospese.

Hanno già riaperto la Radiologia e il punto prelievi e a breve tornerà anche il Pronto soccorso dove «si cercherà di potenziare l’organico e migliorare gli spazi» spiega Nardi.

Questo potrebbe essere il primo passo per riportare il nosocomio al primo livello, dopo il declassamento di alcuni anni fa e la chiusura di vari padiglioni.

Stefano Brocchetti

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