Le due catechesi del vescovo nel tempo di Avvento

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«Lasciamoci sorprendere dall’amore che viene a farci visita»

TORTONA – Nel tempo di Avvento, il 4 e l’11 dicembre, in cattedrale, il vescovo ha guidato due momenti di catechesi in preparazione al Natale. Accolto da numerosi fedeli e sacerdoti diocesani, ha introdotto entrambi gli incontri con il canto e con la preghiera. Nel primo incontro ha posto l’accento sull’invocazione “Vieni Signore”, propria del tempo che precede il Natale e che dimostra il nostro desiderio di Lui che, invocato, risponde. I temi dell’attesa e del ritorno sono stati al centro anche della seconda riflessione.

«La Chiesa – ha detto – aspetta il Signore che torna e fa memoria della sua prima venuta come esperienza che l’aiuta ad attendere la venuta». Dopo aver letto il brano evangelico che narra la nascita di Gesù, il vescovo si è soffermato a “guardare” in profondità la bellezza e il mistero della notte santa. Parlando dei pastori Viola ha sottolineato la loro capacità di cogliere l’annuncio con gioia e con il desiderio di vedere la parola che l’angelo aveva dato loro e la visione umana che si trovano davanti. Il fatto “normale” di un bimbo in una mangiatoia è molto lontano dalla “straordinarietà” del messaggio evangelico. Vedono, però, la corrispondenza tra annuncio ed evento e questo li riempie di stupore e li fa cantare con gratitudine. I pastori hanno fatto il percorso dal buio alla luce, mentre Cristo ha fatto il percorso contrario dalla luce al buio per sperimentare fino in fondo la condizione umana.

Il Signore ha voluto raggiungerci nel buio della nostra esistenza.

«Noi come i pastori – ha proseguito – dobbiamo farci illuminare dalla luce della sua Parola che permette di vedere dentro la nostra storia la sua presenza». Gesù, incarnato, si manifesta a noi. Noi possiamo trovarlo nella comunità che vive la comunione e possiamo lasciarci raggiungere dal suo amore che si concretizza nella parola, nei sacramenti e nei poveri. L’augurio rivolto ai presenti è stato quello di lasciarsi «sorprendere dalla misura del suo amore che viene a farci visita e saper fare quel percorso di abbassamento che consiste nel dono di noi».

Daniela Catalano

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