La stagione dello zaino
Di Carlo Zeme
Siamo a dieci km da casa ma senza Alberto con il suo GPS e la sua preparazione nel leggere cartine e sentieri sa- remmo già persi. Michela ci aiuta a trasportare una delle due borracce perché la grande novità in questa gita fuori porta, che apre la stagione “del tempo bello”, è la presenza del mio zaino che non trasporta né viveri né ricambi, bensì i 14,5 kg di Margherita, con qual- che grammo in più se contiamo anche il cappellino rosso, gli occhiali da sole tutti rosa e gli scarponcini blu. La comitiva parte intorno alle 10 del mattino di una Pasquetta che contro ogni pronostico ha il sole alto e luminoso come protagonista: Margherita ha fatto delle prove tecniche in salotto di salita e discesa dallo zaino e quando siamo lungo il cammino assume le parvenze di un’imperatrice dentro al suo baldacchino. Finalmente entriamo nel bosco e prendono vita i tanti libricini letti prima della nanna: cerchiamo le volpi, i topolini, addirittura richiamiamo un leone e un orso imitando i loro versi; ci muoviamo cogliendo soffioni fatti esplodere sopra il mio collo. Raggiungiamo la vetta. Ammetto di essere un po’ fuori allenamento, le gambe friggono ricordandomi le sensazioni provate da ragazzino alla fine di interminabili partite di pallone all’oratorio. Margherita finalmente scende; il gruppo di escursionisti ha necessità di riposo mentre le gambette della piccola sono pronte a saltare come molle che hanno riposato per tutto il viaggio. Si riparte così a cogliere un mazzolino di fiori per fare una coroncina, si va a esplorare il prato e le grosse pietre che lo delimitano, incontriamo una griglia e degli spiedini lunghissimi con un po’ di fumo che sembra lanciare segnali a qualche vetta più in là. Finalmente anche lei con il suo cappellino rosso sente muoversi qualcosa nella pancia, così con un urlo a squarciagola avvisa tutta la vallata: «Pic-nic!». Si corre verso la coperta, la focaccia e una montagna di taralli. È davvero iniziata una nuova stagione, un nuovo modo di vivere le gite fuori porta e di camminare lasciandosi dondolare sulla schiena del papà.
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