La cultura ultima forma di resistenza
A Pentema, frazione di Torriglia di soli 23 abitanti, aprirà la “Libreria dell’Appennino”, ricavata dove nell’Ottocento sorgeva una vecchia locanda, a Ca’ di Gianchi. Sarà gestita da Andrea Capurro, libraio di Recco
DI DANIELA CATALANO
Sabato 4 aprile sarà una data storica per Pentema, frazione di Torriglia, arroccata a 900 metri di altezza, ai piedi del monte Prelà: nel borgo di soli 23 abitanti aprirà una libreria. Da trent’anni il piccolo centro con case in pietra, vicoli stretti e un’atmosfera che profuma di legna e tempo sospeso, è noto per il presepe diffuso, che a Natale attira centinaia di visitatori dalla Liguria e dalle regioni vicine. Grazie all’idea di don Pietro Cazzulo, parroco di montagna coraggioso, intraprendente e innamorato della sua terra, oggi Pen- tema, propaggine genovese della nostra Diocesi, gode di una visibilità a livello nazionale ma ora, con l’arrivo della primavera, si prepara a una rinascita. La “Libreria dell’Appennino” sarà un luogo di cultura e accoglienza che parla di montagna, di comunità e di futuro. Da aprile a settembre, nel weekend, i turisti che sceglieranno di passeggiare tra gli alberi e i sentieri dell’entroterra genovese, troveranno ad aspettarli Andrea Capurro (nella foto), libraio di Recco che ha deciso di collaborare con la gente del posto e creare quella che lui stesso definisce «non solo un’attività commerciale, ma uno spazio d’incontro, di autonomia, di accoglienza». Il luogo scelto è Ca’ di Gianchi, un edificio che sembra custodire secoli di storie. Nell’Ottocento era la locanda dei contadini, rifugio di voci e bicchieri di vino dopo il lavoro nei campi. Oggi, grazie a diversi interventi di restauro, torna a vivere e diventa uno spazio dove, chi arriva, potrà fermarsi, incontrare persone e, magari, scoprire, attraverso le pagine di un volume, qualcosa in più su di sé. Tra scaffali e tavoli di le- gno, ecco guide escursionistiche, racconti di cammino, memoria alpina e molto altro. L’originale iniziativa è nata dal basso, tra persone che vogliono bene a Pentema. Un libro venduto in questo luogo può valere molto più del suo prezzo. È un atto di fiducia, di cura e di speranza. È il modo in cui una piccola comunità affida alla cultura il proprio futuro e dimostra che i borghi non muoiono quando c’è qualcuno ancora disposto a raccontarli e ad abitarli. La libreria è il primo passo del progetto di rigenerazione dell’entroterra ligure che riattiva e reinterpreta la rete storica delle vie del Levante genovese e connette tre valli – Trebbia, Breven- na e Pentemina – per creare attività virtuose sul territorio, denominato “Patrania, saperi in rete”. Cofinanziato dalla Fondazione Carige, ha l’obiettivo di promuovere attività diffuse, presidi permanenti e interventi di recupero che restituiscono valore ai territori interni, rafforzano le comunità locali e generando nuove occasioni di uso e cura del paesaggio. I soggetti coinvolti sono: associazione Storie di Barche, Coo- perativa di Comunità Val Pentemina e Comunità dei Monti Fondazione Ets. Oltre alla libreria di Pentema, altri tre progetti sono in fase di realizzazione. Il primo è la “Casa del Castagno” in Valbrevenna, dedicata al patrimonio forestale ligure. Il castagno, infatti, non solo è memoria storica ma risorsa contemporanea per l’arredo, l’edilizia e la gestione sostenibile del bosco. Le attività includono momenti divulgativi, laboratori pratici e percorsi di approfondimento. Il secondo è “Una barca nel bosco” a Garbarino, in Val Trebbia, dove “Storie di Barche” propone corsi di carpenteria e laboratori pratici che raccontano il legame storico tra boscaioli dell’entroterra e maestri d’ascia dei cantieri navali. Il terzo, infine, è il restauro del “Ponte sul Torrente Pescia” a Rovegno, sempre in Val Trebbia. Riportare il manufatto medievale al suo uso originario significa riattivare un collegamento fisico e culturale, valorizzando un elemento storico di passaggio e di sosta. La libreria, in particolare, rientra tra i “Nuovi Centri di Reddito per il Contrasto allo Spopolamento” proposti dalla Cooperativa di Comunità Val Pentemina, nata nel 2024 e guidata dal presidente Angelo Carpignano, per valorizzare la valle, ren- dendola dinamica e accogliente e garantendo benessere e sostenibilità tra tradizione e innovazione. Attraverso l’ospitalità, l’attività all’aria aperta e gli eventi, la Cooperativa vuole creare opportunità di crescita e promuovere un ecosistema dinamico e attrattivo, favorendo un turismo responsabile. Dopo aver acquisito l’antica Osteria di Pentema, ottenuto il sostegno di Fondazione Carige e Legacoop, è stata lanciata una campagna di crowdfunding (www.produzionidalbasso.com) che ha unito abitanti, viaggiatori, lettori e amici in un’e- sperienza cretiva e originale. Uomini e donne di buona volontà che hanno scelto di non lasciare morire la valle. Cà di Gianchi è il simbolo della nuova vita.
Daniela Catalano


