I nonni cantastorie

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di Maria Pia e Gianni Mussini

Fare i nonni a tempo pieno per una decina di giorni non ci era ancora capitato, a causa della distanza tra Pavia e Monaco di Baviera. E invece durante le vacanze natalizie, per una felice congiuntura, eccoci qui con Miriam, che a 20 mesi è stata affidata (quasi) completamente alle nostre cure, oltre a tutto con la cagnolona Kora.

Il rischio è quello dell’ansia da prestazione: non possiamo sprecare l’occasione, dobbiamo fare bella figura come nonni!

Ecco allora riemergere dalla cantina e dagli armadi dei figli tutti i reperti ancora utilizzabili: la scavatrice a pedali, i giochi di prestigio, il teatrino con i burattini, gli scherzi di carnevale, una serie infinita di peluche: la casa si trasforma in una specie di parco giochi indoor. Naturalmente impazza il gioco del nascondino (per la nipotina la casa è un castello incantato tutto da scoprire) e quello (copyright del nonno!) dell’“indovinastanze”: che consiste nell’avvolgere Miriam in una coperta, trascinandola per la casa a mo’ di slitta, e di farle appunto indovinare in che stanza si trovi alla fine del giro.

Ma il pezzo forte – grazie anche alle richieste di Miriam, precoce “lettrice” – sono i libri e le storie. Il nonno è riuscito a “piazzare” la memorabile saga (tramandata oralmente) dello zio Alvaro, che vive in una tribù di pigmei in compagnia di uno stregone watusso e di molti animali amici, dal leone Felicione alla pantera Batusa; mentre la nonna ha saccheggiato i libri di Richard Scarry: ha fatto furore il grillo Cirillo, che si nasconde abilmente tra le illustrazioni delle varie pagine ma non tanto da sfuggire all’occhio vigile di Miriam, scatenando in lei squilli di felicità. Non potevano mancare poi, al momento del sonnellino, Cenerentola e Cappuccetto Rosso.

I nonni hanno dunque già scelto il regalo per il prossimo compleanno: un’edizione illustrata delle fiabe dei fratelli Grimm, da leggere insieme non appena possibile.

Si sa che le fiabe, attraverso la fantasia, suscitano verità profonde dell’animo umano. Raccogliendo – nell’Ottocento romantico – le testimonianze delle saghe germaniche, i fratelli Grimm erano attenti proprio a quelle verità, senza forse neppure immaginare che in futuro sarebbero state proposte a milioni di bambini.

Perché questo accadesse, c’è stato però bisogno di speciali intermediari come i genitori e i nonni che – con le loro voci tanto inconfondibili da imprimersi nella memoria di figli e nipoti – hanno letto e spesso liberamente raccontato quelle storie.

Si instaura così la dinamica tipica della tradizione orale, che rielabora le storie narrate arricchendole di particolari personali e familiari, pur senza modificarne la sostanza. Un processo infinito che conferisce al semplice gesto di una nonna che racconta una fiaba alla nipotina un’aura di eternità.

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