Galateo per bimbi

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di Patrizia Ferrando

Negozi, saloni di parrucchiere, ristoranti: sono molti i luoghi, spesso prettamente pensati per gli adulti, in cui si sentono commenti sulle buone maniere dei bimbi… o sulla loro mancanza. A costo di apparire semplicistica, credo che i piccoli più educati vengano dalle famiglie dove comportarsi bene è abitudine costante fino alla naturalezza.

Il galateo per bambini resta però un argomento delicato, perché include una questione di allenamento e buon esempio ma anche di comprensione e rispetto dei loro limiti e delle loro possibilità. Insomma, l’impatto, per così dire, delle maniere dei cuccioli sul mondo esterno alla cerchia familiare dipende soprattutto dal buon senso dei grandi che se ne prendono cura.

Ad esempio, i bambini dovrebbero presenziare a incontri formali o tra adulti solo se direttamente chiamati in causa o se espressamente richiesti dal nostro ospite. In ogni caso, qualora ce ne fosse la possibilità, sarebbe bene farli rimanere pochi minuti e poi permettere loro di ritirarsi e dedicarsi ad attività divertenti, per non disturbare i grandi e per non subire una sorta di noiosa tortura. Lo stesso criterio vale per pranzi e cene, da valutare in base al grado di confidenza tra commensali e gestire in modo che anche i giovanissimi prendano parte a conversazioni adatte, senza mutarli in forzati elementi di attrazione e senza subire capricci e disastri. Se ben indirizzati, i piccoli apprendono presto le regole per apparire puliti e in ordine, ovviamente non mentre si scatenano al parco giochi.

Non serve alcun manuale di galateo per dire che in nessuna casa dovrebbero mai mancare le paroline “grazie” e “per favore”. Sentendole usare con naturalezza dagli adulti anche i bambini le interiorizzeranno e impareranno a utilizzarle in ogni circostanza.

Con tutta la buona volontà e l’impegno anche del genitore più integerrimo non mancheranno le occasioni per un rimprovero. Anzi, meglio fermare prima un atteggiamento foriero di guai che cercare poi di limitare catastrofi scatenate da giochi inopportuni e audaci esperimenti infantili.

In tal caso sarà bene essere fermi ma mai sgarbati cercando di far comprendere l’errore senza mortificare in presenza di altre persone. Questo va anche a non secondario vantaggio dei presenti, perché risparmia loro l’imbarazzo di assistere a manifestazioni furenti e reazioni lacrimose, seconde, quanto a disagio degli astanti, solo ai battibecchi di coppia. Ove possibile ci si limiterà a interrompere il comportamento errato rimandando il “vero” rimprovero alla serenità domestica avendo così anche la possibilità di reagire in modo più obiettivo e pacato e quindi, con ogni probabilità, anche più educativo.

patrizia.marta.ferrando@gmail.com

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