Un Capodanno diverso con Gesù

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Dal 30 dicembre al 4 gennaio due iniziative della Pastorale Giovanile per i giovani e gli adolescenti in Casa Alpina a Brusson

BRUSSON – Dal 30 dicembre al 2 gennaio, 35 giovani dai 17 anni in su, universitari e giovani lavoratori della Diocesi hanno scelto di vivere il passaggio al nuovo anno in modo diverso, ritrovandosi presso la casa alpina “La Montanara”. Un’esperienza di condivisione, semplicità e spiritualità, capace di coniugare amicizia, tempo libero e profondità interiore, che ha permesso ai partecipanti di rallentare i ritmi e riscoprire il valore dello stare insieme. Il momento più intenso è stato la notte di capodanno, vissuta in modo originale e profondamente significativo: un’adorazione eucaristica notturna, accom- pagnata dal countdown che ha condotto alla mezzanotte. L’ingresso nel nuovo anno è avvenuto così nel silenzio, nella preghiera e nell’affidamento, riconoscendo la presenza di Dio come fondamento del tempo che si apre. Nella Messa di ringraziamento, è stata offerta una chiave di lettura profonda del tempo presente da parte di don Cristiano Orezzi, responsabile della pastorale giovanile diocesana. In un anno segnato dalla guerra, è stato ricordato come la Chiesa abbia risposto aprendo le porte del Giubileo, segno concreto di speranza. Un’esperienza che molti dei presenti hanno vissuto in prima persona, partecipando al Giubileo dei giovani o accompagnando gli adolescenti al Giubileo loro dedicato, come concreta esperienza di speranza nella Chiesa universale. Durante l’omelia, la figura di Maria ha guidato la riflessione attraverso tre verbi fon- damentali: stupirsi, custodire, meditare. Stupirsi per non considerare nulla come scontato e riconoscere le meraviglie che Dio continua a compiere. Custodire come capacità di trattenere dentro di sé le esperienze vissute, senza disperderle una volta concluse. Meditare, infine, per interrogare i doni ricevuti, lasciando che diventino scelte, percorsi e vita concreta. Con nel cuore lo stupore per la porta aperta dell’amore di Dio e la parola “speranza”, i giovani hanno vissuto il passaggio da un anno all’altro come un momento di affidamento e di rinnovamento personale e comunitario. Un Capodanno vissuto non solo come passaggio di date, ma come scelta di senso e di fiducia nel futuro.

Suor Roberta Cucca

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