Consiglio Permanente della CEI: la sessione primaverile

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Il segretario Monsignor Russo alla conferenza stampa conclusiva: per la Chiesa è importante

accogliere le persone e capire come si può favorire l’integrazione

 

ROMA – I rapporti della Chiesa con il governo sono soddisfacenti ma si può sempre migliorare, soprattutto nel campo dell’accoglienza alle persone migranti.

Episodi come quelli accaduti a Torre Maura devono mettere sull’avviso per evitare una guerra tra poveri. Il tema della famiglia è sempre al centro delle preoccupazioni della comunità cristiana, ma il metodo del Congresso di Verona è problematico perché favorisce strumentalizzazioni politiche. Sono queste alcune considerazioni offerte dal vescovo di FabrianoMatelica Stefano Russo, segretario generale della Cei, al termine della sessione primaverile del Consiglio permanente che si è tenuto dall’1 al 3 aprile. Il presule ha anche ribadito l’impegno della Chiesa italiana nel contrasto agli abusi verso i minori, annunciando che nel corso dell’Assemblea di maggio verranno approvate le nuove linee guida.

 

I disordini di Torre Maura

Riguardo ai disordini nel quartiere di Torre Maura a Roma, in seguito allo sgombero del campo rom, monsignor Russo ha rimarcato che “bisogna stare attenti a non favorire una guerra tra poveri” ricordando che “quello della Chiesa è uno sguardo che guarda alle persone, e quindi all’accoglienza delle persone, qualunque esse siano”. Infatti “per la Chiesa è importante accogliere le persone, in questo caso i rom, per capire come si può favorire l’integrazione”.

Emergenze di questo genere quindi vanno affrontate “partendo dal principio che parliamo di persone: come ha detto il Papa, noi preferiamo parlare non di migranti, ma di persone migranti, persone la cui accoglienza ci sta a cuore, soprattutto se si trovano in situazioni di difficoltà e di emergenza”.

 

Il governo

Rispondendo ad una domanda sui rapporti con il governo il segretario generale della Cei ha detto: “Siamo soddisfatti, ma si può sempre migliorare”, rispetto ad esempio alla “problematica dei migranti” o “alla situazione di indigenza che tanti italiani vivono”. Si tratta di rapporti, ha spiegato, “improntati ad uno stile di attenzione al bene comune”, caratterizzati da “un dialogo attivo, attento e propositivo, soprattutto quando si intercettano situazioni che riguardano il bene comune”. “Da parte nostra – ha assicurato il presule – siamo vigili, responsabili, e segnaliamo tutte quelle situazioni che a nostro avviso richiedono una maggiore attenzione alla persona e alla comunità”.

A questo riguardo, Russo ha citato il recente rapporto della Caritas italiana, dal quale risulta come la Chiesa in Italia “abbia una grande attenzione alle persone che sono in difficoltà, tra le quali si registrano molte persone italiane”.

Il presule poi, riguardo alle zone terremotate dell’Aquila, del centro Italia e della Sicilia, ha riconosciuto che “un percorso importante è stato fatto da questo governo per la semplificazione della legge sulla ricostruzione”.

“Ci aspettiamo – ha continuato – che queste misure, che ci hanno visti soggetti attivi, trovino efficacia con il finanziamento di un piano per la ricostruzione delle chiese”.

 

La famiglia

Riguardo alla tematica della famiglia monsignor Russo ha ribadito che il “metodo” scelto per il recente convegno sulle famiglie a Verona “ha favorito la strumentalizzazione da parte delle forze politiche: nel dibattito politico, sembrava che al centro non ci fossero le famiglie, ma le diverse posizioni delle forze politiche”. “È necessario che attenzioniamo sempre di più la famiglia, per promuovere anche la crescita demografica”, ha sottolineato commentando, senza voler entrare nel merito specifico, le recenti misure prese dal governo con il taglio del “bonus bebè”. “Bisogna capire quali siano le misure che favoriscono la crescita demografica”, ha poi rimarcato il vescovo di Fabriano, giudicando “interessante” la “risposta” del vicepremier Luigi Di Maio rispetto alla “rinnovata attenzione nei confronti della famiglia” chiesta dal cardinale Gualtiero Bassetti nell’introdurre i lavori del Consiglio permanente.

 

Abusi sui minori

Sulla questione degli abusi su minori commessi da membri del clero, per monsignor Russo “l’intenzione è favorire la denuncia e invitare le persone abusate a fare la denuncia, ma nel rispetto della volontà delle persone e delle famiglie: si tratta di questioni delicate”. In pratica dunque “tutto quello che è utile perché si arrivi all’accertamento della verità, nel rispetto delle persone, è una buona cosa”, tenendo presente che quella della Chiesa italiana “è una collaborazione attiva non solo con gli organi preposti alla giustizia, ma con tutti coloro, come le associazioni, che si occupano della problematica dell’abuso sui minori”.

Il segretario generale della Cei ha ricordato che “la legge italiana non prevede l’obbligo di denuncia, ma spinti dalla necessità di andare incontro alle vittime vogliamo cercare di capire tutte le forme in cui si possa arrivare alla verità: nel rispetto delle persone abusate, si andrà incontro alle vittime”.

Parlando di temi più squisitamente ecclesiali il segretario generale della Cei ha inoltre ha spiegato che “la riduzione delle diocesi è un tema molto importante, il Papa ne ha parlato più volte.

“Alcune situazioni andranno da sé”, ha proseguito il presule, secondo il quale “è importante ribadire l’attenzione nei confronti delle persone e delle comunità, perché si sviluppi sempre di più un percorso – che ha bisogno anche di tempo – in uno stile sinodale”.

Gianni Cardinale (Avvenire)

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