“Obbedienti in piedi”

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Il seminario degli adulti di A.C. su Bachelet con Ernesto Preziosi

BRUSSON – Fu il cardinal Martini a definire l’uccisione di Vittorio Bachelet nel 1980 a opera delle “Brigate Rosse” un “martirio lai- co” proprio per indicare un cristiano ucciso per il suo impegno civile. Oggi si rischia di trascurare la testimonianza che tanti laici hanno lasciato nella Chiesa e nel Paese e per questo motivo l’Azione Cattolica diocesana, approfittando della ricorrenza dei cento anni dalla nascita di Bachelet che sarà il prossimo 20 febbraio, ha voluto organizzare un seminario di studio sulla sua vita e le sue opere. Un bel gruppo di adulti, accompagnati da qualche giovane e alcuni amici di diocesi vicine, si è ritrovato a Brusson in Casa alpina il 4 e 5 gennaio per confrontarsi su una figura laicale così significativa, aiutati dalle riflessioni di Ernesto Pre- ziosi, storico e legato da conoscenza diretta di Bachelet. Il titolo della due giorni – “Obbedienti in piedi” – riprende un’e- spressione di don Primo Mazzolari già citata a Papa Paolo VI da Vittorio Bachelet, presidente del- l’Azione Cattolica Italiana. Con essa si intende rimarcare la volontà di servire la Chiesa, aiutando il Signore a portare la croce, senza rinunciare a quello spirito di corresponsabilità laicale che il Concilio e, conseguentemente il nuovo Statuto del 1969, fanno maturare nella più grande associazione ecclesiale. I tempi limitati del seminario non hanno impedito momenti di approfondimento sulle diverse esperienze di vita di Bachelet (studi, insegnamento universitario, impegno associativo, servizio in politica e famiglia, il CSM), con una particolare sottolineatura della svolta data all’AC con la “scelta religiosa”. Una scelta con radici profonde: Bachelet capì che era tempo di un rinnovamento significativo della Chiesa e dell’associazione in risposta a una società in grande trasformazione. Occorreva ricentrarsi sull’annuncio di Cristo che diventava per l’AC esigenza insopprimibile per ritornare all’essenziale, non una fuga dalla realtà come qualcuno ha mal interpretato. Ai laici di AC non è chiesto di fuggire dal mondo, perché non è chiesto ad alcun cristiano: si tratta di riconoscere il primato della vita spirituale, dalla quale trarre ragione per tutte le altre scelte. Comprese quelle che Ernesto Preziosi ha definito le “scelte sorelle” di quella religiosa: la scelta associativa, la scelta della Chiesa locale e la scelta democratica. Conoscere l’origine di queste specificità dell’A.C. aiuta a comprendere meglio il servizio che essa può dare alle sorelle, ai fratelli, alla Chiesa e all’Italia.

Paolo Santinoli

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