Montemarzino e Pellizza

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Di Pier Luigi Feltri

Il territorio di Montemarzino è adagiato sui colli che abbracciano i torrenti Grue e Curone; il capoluogo è posizionato a una quota di circa 450 metri sul livello del mare. L’elemento architettonico e religioso di maggior rilievo del centro abitato è la chiesa parrocchiale di san Giovanni Battista. L’edificio ha una pianta basilicale ed è organizzato in tre navate di tre campate ciascuna. La volta presenta ricche decorazioni a stucco e affreschi. Il sagrato è costituito da una vasta terrazza panoramica, un belvedere pavimentato in ciottoli che regala una visuale aperta fino alla pianura. In posizione dominante e sopraelevata proprio rispetto a questa piazza, si ergono i resti del castello dell’XI secolo. Oltre all’offerta culturale, Montemarzino è meta di turismo stagionale grazie alla piscina, situata in posizione panoramica, aperta durante i mesi estivi. Il territorio comunale comprende anche la frazione di Scrimignano. La locale chiesa è di particolare interesse poiché mostra evidenti tracce romaniche nell’abside. Al suo interno sono custoditi un pregevole palliotto d’altare barocco e un gruppo scultoreo in legno raffigurante Maria Bambina con sant’Anna e san Gioacchino. Su una casa della frazione è inoltre murato un curioso bassorilievo. Fino a pochi anni fa, il simbolo indiscusso della zona era situato nella frazione di Reguardia: un esemplare di Ulmus minor di straordinario valore, con un’altezza che raggiungeva i 28 metri e una circonferenza del tronco di 350 centimetri. Purtroppo la pianta alcuni anni fa ha ceduto alla grafiosi, l’infezione fungina che ha decimato gli olmi in tutta Europa. Sebbene la morte della pianta ne abbia reso necessario il taglio, non è stata abbattuta completamente: ne resta ancora in piedi la parte iniziale del tronco, un moncone che continua a segnare la frazione come luogo di profonda importanza affettiva. Infine, la storia della frazione di Caffaroni si intreccia con l’arte di Giuseppe Pellizza da Volpedo. Qui, intorno al 1890, Emiliano Caffarone fece edificare un oratorio dedicato alla Vergine Assunta. Per questa cappella, Pellizza realizzò nel 1892 una tela con protagonista la Sacra Famiglia. Il committente rifiutò la prima versione perché priva di aureole (opera oggi conservata a Tortona), spingendo l’artista a dipingere una seconda variante. Quest’ultima fu trafugata nell’agosto del 1926 e, sebbene recuperata a Voghera poco dopo, se ne sono perse le tracce una volta riconsegnata alla famiglia.

pierluigi.feltri [at] gmail.com

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