Mama Antula, la prima santa argentina

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Di Daniela Catalano

La santa di questa settimana è “una donna che vale oro”. A dirlo è Papa Francesco che l’ha canonizzata l’11 febbraio 2024. María Antonia de Paz y Figueroa, nota come Maria Antonia di San Giuseppe e soprannominata Mama Antula, è la prima santa argentina della storia. Nasce nel 1730 nella provincia di Tucumán in una famiglia benestante; a 15 anni emette il voto di verginità ed entra a far parte di un gruppo di ragazze chiamate “beate” che assistono i Padri Gesuiti nel tenere gli “Esercizi spirituali ignaziani” e vestono l’abito della Compagnia di Gesù. Fin da giovane è molto attiva nella carità e nel servizio verso i più bisognosi. Quando nel 1767 la congregazione ge- suita è soppressa, Antonia, da laica consacrata, decide di proseguire l’apostolato degli Esercizi, considerati un bene prezioso per le persone e ottiene il consenso del confessore e del vescovo di Santiago del Estero, dove apre una casa. Il metodo di operare di Mama Antula è semplice: si presenta alla gente e la invita a partecipare, poi chiede a qualche sacerdote di tenere le meditazioni in un luogo capace di accogliere tutti e raccoglie elemosine per mantenersi. Nel frattempo prega di vedere ristabilita la Compagnia di Gesù e si affida all’intercessione di san Giuseppe. Munita di un’immagine dell’Addolorata, di una croce e di un bastone, la santa inizia a diffondere gli Esercizi prima fino a Cordoba e poi si spinge a Buenos Aires, dove giunge alla fine del 1779, dopo aver percorso circa 4.000 chilometri a piedi. Ai suoi corsi partecipano persone di tutte le classi sociali. Profondamente innamorata di Cristo e dell’Eucaristia, nutre una devozione speciale verso Gesù Bambino, che chiama affettuosamente “Manuelito”. Fra il 1790 e il 1792 Mama Antula si reca in Uruguay, al ritorno costruisce una Casa per gli Esercizi spirituali e affida il suo apostolato a un gruppo di “beate”, che fondano l’Istituto delle Figlie del Divin Salvatore. A inizio marzo del 1799 la santa si ammala gravemente; il 6 marzo scrive il suo testamento e il giorno dopo muore. Le spoglie riposano nella basilica di Nostra Signora della Pietà a Buenos Aires. La Chiesa la ricorda il 7 marzo.

cadarita [at] yahoo.it

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