Lo Spirito mette nel cuore slancio e gioia per l’annuncio

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Domenica 22 marzo in Seminario a Tortona la festa del ringraziamento del Rinnovamento

TORTONA – Domenica 22 marzo il Rinnovamento nello Spirito (RnS) ha celebrato la festa del “ringraziamento” per ricordare l’anniversario della consegna dello Statuto da parte della Conferenza Episcopale Italiana, avvenuta il 14 marzo 2002. Dopo un tempo di preghiera gioiosa di lode, sono stati proiettati due video: uno, inviato dal Comitato Nazionale, in ricordo degli eventi nazionali dello scorso anno e un altro, preparato dai giovani, che ha riassunto quelli svolti in Diocesi. Dopo i saluti del coordinatore diocesano Domenico Cirigliano e la testimo- nianza di una sorella, sono state ricordate brevemente le origini del Rinnovamento, anche attraverso alcune frasi salienti dei papi Paolo VI, Giovanni Paolo II, Benedetto XVI, Francesco e Leone XIV che, il 28 febbraio scorso, ricevendo in udienza il presidente del RnS, Giuseppe Contaldo, ha chiesto al movimento di rimanere fedele al suo carisma per rifondare e diffondere la spiritualità che le è propria, di essere testimoni autentici di fraternità e di approfondire sempre di più la vita comunitaria. Il pontefice, infine, ha esortato a riprendere con vigore il progetto di formazione umana e carismatica adeguandolo ai giorni di oggi e di assecondare la guida e l’ispirazione dello Spirito. Il vescovo Mons. Guido Marini, nonostante i molteplici impegni, non ha fatto mancare la sua presenza gioiosa, gradita e illuminante e ha rivolto ai partecipanti parole di affetto, stima e incoraggiamento. Dono prezioso è stata la sua riflessione che ha preso spunto dalla pagina del Vangelo del giorno, riguardante l’episodio della risurrezione di Lazzaro, definito come un vero “inno alla vita”. Ha, poi, affermato che è sua convinzione che il Rinnovamento nello Spirito, in particolare quello presente in Diocesi, abbia il compito di essere al servizio dello Spirito Santo per diffondere ovunque la sua vita indomabile che soffia nella Chiesa e ha indicato tre elementi che lo Spirito può fare germogliare nei cuori. Mons. Marini ha sottolineato che «c’è bisogno di mettersi in ascolto di quella voce che grida Papà quando parla di Dio; di ritrovare la bellezza e la gioia della bontà di Dio, della paternità di Dio, dell’amore di Dio, la bellezza e la gioia di capire che il Signore è l’amico vero, l’alleato vero della nostra vita, il nostro salvatore» di cui essere testimoni luminosi. Lo Spirito, che è datore della vita vera, in Gesù, come ha specificato Mons. Marini, ci mette in relazione di comunione gli uni con gli altri e per questo motivo ha chiesto di essere testimoni di comunione nella vita quotidiana, in quella del Rinnovamen- to, nella vita ecclesiale nella Chiesa di Tortona ed essere fautori di relazioni familiari e belle. Lo Spirito che grida dentro di noi Abbà e fa gustare la bellezza della paternità di Dio, genera la bellezza della comunione, mette nel cuore slancio, entusiasmo, coraggio per l’annuncio del Vangelo. Rende indomiti, entusiasti di annunciare a tutti, con le parole e con la vita, che «Gesù è il Salvatore, il Signore, il meglio che ci sia». «Bisogna essere testimoni dello Spirito che dà la vita e che è vita, – ha detto il vescovo – perché possa fiorire in tutto il suo splendore, quella vita che è il gusto della paternità di Dio, la bellezza della comunione e della missione». Infine, Mons. Marini, ha invitato i membri del RnS a essere fedeli adoratori dell’Eucarestia, diffusori e promotori: «È nell’Eucarestia che lo Spirito ci viene donato e scende sulla Chiesa, sulla comunità cristiana, su di noi». E ha concluso affermando che chi è del Rinnovamento «è eucaristico fino alle midolla e, proprio perché ama lo Spirito, vive di Eucarestia celebrata e adorata, in modo che tutti possono rimanere impressionati e meravigliati». Dopo avere impartito la benedizione, ha salutato con affetto singolarmente i presenti. È seguita la celebrazione eucaristica presieduta da don Luca Ghiacci, assistente spirituale del Rinnovamento diocesano. Il pomeriggio è terminato con un momento di agape fraterna.

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