L’itinerario di Sardigliano

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Di Pier Luigi Feltri

Questa settimana andiamo a scoprire Sardigliano, unito a Cuquello e Malvino – in senso non solo meramente amministrativo – dal 1928. Le molte chiese della valle rappresentano la testimonianza più tangibile di una storia ricca di una fede sincera, tramandatasi fino ai nostri giorni. La parrocchiale di Sardigliano, intitolata a Santa Maria Assunta, nacque come ampliamento di un antico oratorio e fu eretta a parrocchia nel 1675. L’edificio si affaccia su una piazzetta in selciato e il frontale è abbellito da un mosaico che rappresenta la titolare. Fuori dal paese è situato il santuario campestre dell’Addolorata, detto “della Tragetta”: il toponimo rimanda, forse, al “tragitto” e alla funzione di snodo tra antichi sentieri e il passaggio verso Vargo. A Cuquello è possibile osservare dall’esterno un castello, giunto a noi in condizioni complessivamente buone. Nei paraggi sorge l’oratorio di san Biagio, un edificio a navata unica che risale al Settecento. Sempre a Cuquello si trova, inoltre, la parrocchiale di san Secondo, caratterizzata da una facciata asimmetrica, un impianto a due navate e affreschi di Clemente Salsa. A tal proposito, si tramanda un aneddoto curioso: durante la realizzazione dei dipinti, un contadino fece notare al pittore un presunto errore nella zampa di un cavallo; l’autore, risentito, gli rispose che «un asino non può giudica- re un cavallo». Malvino, oltre alle vestigia di un castello, offre due luoghi di culto: la parrocchiale di san Fedele e l’oratorio di sant’Antonio Abate, situato poco più a valle in una posizione isolata e suggestiva, con un caratteristico portico ad arco. Un piacevole itinerario ad anello tiene insieme i tre borghi, il crinale verso Vargo, il lago di Lisè e le fonti sulfuree. Il percorso consigliato può iniziare in piazza a Sardigliano, e dirigersi verso la chiesa della Tragetta, salendo poi verso il borgo di Vargo. Quest’ultimo domina la valle con il suo assetto concentrico attorno al castello, la cui imponente torre semicircolare è documentata fin dal 1157. Sul lato Sud-Est si conserva l’oratorio dell’Annunziata. Il percorso ridiscende attraverso una via campestre verso il lago di Lisè, la fonte sulfurea (già sede di un rinomato stabilimento, ora abbandonato) e la parrocchiale di Cuquello, per poi rientrare al punto di partenza. Per chi desidera prolungare l’escursione, è possibile recarsi a Bavantorino e a Bavantore: sul colle che domina quest’ultima frazione si ergono i ruderi di una torre di epoca tardo-romana.

pierluigi.feltri [at] gmail.com

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