Imparare per far crescere il futuro

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Il “doposcuola” della parrocchia San Pietro. La parola ai volontari della Casa del Giovane

NOVI LIGURE – Il “doposcuola” nella parrocchia di San Pietro non è un semplice servizio tecnico, ma una risposta coraggiosa alla povertà educativa. Affonda le radici nel carisma di san Giovanni Bosco e don Lorenzo Milani, che intendevano l’istruzione come strumento di dignità. Storicamente nato negli oratori per offrire un’alternativa alla strada, oggi vive una nuova centralità: in un’epoca di reti familiari fragili, la parrocchia si riscopre porto sicuro e luogo di integrazione. Gestire questa realtà significa scontrarsi con burocrazia, bisogni educativi complessi e la costante ricerca di volontari. Stefano, ideatore della riorganizzazione nel periodo post Covid, grazie alla sinergia con la Casa del Giovane, con il suo presidente Emanuele e i parroci, descrive l’impegno come una “missione”. Grazie al supporto di collaboratori come Emma, il servizio garantisce ordine e accoglienza, ma la richiesta è tale da aver dovuto sospendere le iscrizioni per mancanza di “braccia”. Martina, responsabile del servizio, ne illustra i numeri: tre pomeriggi a settimana (martedì, mercoledì, giovedì dalle ore 15.30 alle 17.30), 19 insegnanti a rotazione e 34 alunni delle elementari e medie. La platea è lo specchio di una nuova cittadinanza: ragazzi provenienti da Marocco, Venezuela, Cina, Ecuador, Moldavia, Spagna, India, Pakistan, Romania, Colombia. Solo due sono italiani. Tutto è gratuito (salvo l’assicurazione), per sostenere chi affronta difficoltà linguistiche e sociali. Il cuore del progetto sono i volontari. Chiara vede nel doposcuola la prosecuzione del suo impegno missionario in Burundi; tra un compito e l’altro, concede dieci minuti di calcio balilla per ricaricare i ragazzi. Milena, anima pedagogica del gruppo, segue chi non è ancora autonomo e gioisce dei progressi segnati sui diari. Giampaolo sottolinea come il servizio prevenga la dispersione scolastica in un clima sereno e col- laborativo. Silvana mette le sue competenze al servizio della matematica, affrontando casi di discalculia e disagio familiare. Tiziana racconta la bellezza dei piccoli traguardi, dal buon voto alla fetta di panettone condivisa a Natale. Non serve essere esperti per fare la differenza: basta la volontà di donare un po’ di tempo. Chi volesse unirsi a questa famiglia può contattare Martina (cell. 347 1875063) dal lunedì al venerdì dalle 15 alle 18. Alla Casa del Giovane, ogni lezione che s’impara è un passo di tutti verso il futuro.

Vittorio Daghino

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