Il beato Paglia, tra i primi domenicani

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Di Daniela Catalano

Il 16 febbraio la Chiesa ricorda un beato poco conosciuto ma al quale si deve l’espansione della famiglia domenicana in Italia. Parliamo di Nicola Paglia da Giovinazzo che affianca san Domenico nella fase della fondazio- ne dell’Ordine. Le principali informazioni biografiche provengono dallo storiografo domenicano Tommaso Malvenda e risalgono al 1627. Nicola nasce nel 1197 a Giovinazzo, in provincia di Bari, e si reca Bologna per gli studi di Giurisprudenza. Mentre è in città, ascolta una predica del futuro san Domenico e decide di lasciare gli studi e seguire le orme del frate. Nel 1220 indossa l’abito domenicano dalle mani del fondatore. Dopo l’ordinazione, Nicola si dedica alla predicazione e allo studio. Fra il 1229 e il 1230 è eletto Provinciale della provincia di Roma, estesa a tutta l’Italia centro-meridionale e fonda il primo insediamento domenicano a Trani, seguito da altri conventi a Brindisi (1223), Matera e Lucera (1233) e si conquista la fama di “gratiosissimus praedicator”. Nella sua vita s’impegna a divulgare l’importanza e la bellezza dello studio della Sacra Scrittura e promuove la compilazione delle concordanze bibli- che, per agevolare la lettura e la meditazione del testo sacro. Predica in molte città d’Italia, ottenendo anche alcuni miracoli. Uno di questi è la guarigione di una donna, paralizzata a un braccio, mentre è ancora un novizio a Canosa. Tra il 1232 e il 1233 il beato fonda il convento di Arezzo e poi quello di san Domenico a Perugia. La grandezza umana di Nicola è molto apprezzata anche da Papa Gregorio IX il quale gli affida incarichi delicati per la riforma dei mona- steri femminili e delle comunità maschili. Il Pontefice gli chiede inoltre di organizzare la crociata in Terrasanta. Dopo lunghi anni di fatiche apostoliche, Nicola si ritira nel convento di Perugia dove muore all’inizio del 1256, a 59 anni. Il corpo è sepolto nella chiesa di san Domenico Vecchio a Perugia, accanto al suo convento. Papa Leone XII ha confermato il titolo di beato il 26 marzo 1828. Alcune reliquie, dal 1959, si trovano nella chiesa di san Domenico a Giovinazzo.

cadarita [at] yahoo.it

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