Ha chiuso la mitica pizzeria “Da Tato”
I gestori Fausto e Liliana si godranno la meritata pensione, ma c’è già chi rimpiange i loro piatti cucinati nel locale di Montù Beccaria
MONTU’ BECCARIA – È il 19 ottobre 2025 quando, sul cellulare, tramite il messaggio concitato di un amico, mi giunge in anteprima una notizia inattesa. Il ristorante pizzeria “Da Tato” cesserà l’attività il 7 dicembre! Si parla di un locale situato sulla salita di Tassarole, frazione di Montù Beccaria, nato nel 1983 dalla ristrutturazione di un vecchio cascinale. Nel 1989 subiva un intervento di ampliamento, per arrivare in pratica inalterato ai nostri giorni. Alla clientela offriva due salette separate, calde e accoglienti nella stagione invernale, mentre d’estate si poteva cenare all’aperto, sotto il porticato, confidando in un po’ di frescura e godendosi il tramonto sulle splendide colline. Era arredato senza fronzoli, in maniera sobria ed essenziale, con la sala principale dominata da un grande televisore e alle pareti i classici quadretti pubblicitari, in stile vintage, accompagnati da alcune foto d’epoca che ritraevano il paese. A renderlo impareggiabile era la proposta gastronomica, rappresentata da piatti semplici della nostra tradizione casalinga, cucinati in maniera eccellente, e soprattutto la lunga lista di pizze. Alle immancabili tradizionali, si affiancavano quelle più elaborate, in grado di soddisfare ogni palato. Un menù a parte comprendeva poi le cosiddette “speciali”, introdotte negli anni più recenti, nate dal desiderio di svecchiare un po’ l’offerta, creando ricette con ingredienti più ricercati e sperimentando nuovi abbinamenti. Tra queste la Beatrice, con stracciatella pugliese, acciughe del Cantabrico e cavolo cappuccio. La Greta, con puntarelle di cicoria, pomodorini semisecchi e gorgonzola di capra. La Rosalia, con pesto di agrumi e gamberetti. Tanto per citarne alcune. Tra le mie preferite c’era poi l’Autunno, con mozzarella fior di latte, scamorza affumicata, bacon croccante e castagne. Un accostamento, quello con i frutti autunnali, insolito e all’apparenza un po’ azzardato, ma vi posso assicurare che era deliziosa. Secondo i gusti e l’appetito, si poteva scegliere il formato normale, sottile o doppia pasta. L’atmosfera che si respirava era resa famigliare dalla cordialità dei gestori, attenti alle esigenze dei clienti e sempre disponibili a scambiare qualche chiacchiera. Alla notizia della chiusura, il pensiero andava istintivamente alle tante serate trascorse con amici e famigliari, quando il clima distensivo della cena favoriva la rievocazione di episodi passati o, parlando del presente, si costruivano progetti per domani, consolidando rapporti di vecchia data e sostenendo la crescita di nuove relazioni. Dopo più di quarant’anni di lavoro è giunto però anche per i gestori, Fausto e Liliana, il momento di godersi la meritata pensione, con la certezza di aver lasciato tanti piacevoli ricordi in chi ha frequentato il loro ristorante. Hanno scritto un piccolo pezzo di storia all’interno della loro comunità, grazie a un mestiere svolto da sempre con passione e dedizione. Per la cronaca, il termine inizialmente annunciato del 7 dicembre è stato posticipato al 21, per soddisfare le numerose richieste di quanti avevano desiderio di gustarsi un’ultima pizza dal Tato. La pensione deve essere un’occasione di festa, è un traguardo importante e un nuovo punto di partenza nella vita delle persone, pertanto auguriamo a Fausto e Liliana di godersi appieno il loro tempo, ritagliando qualche momento in più per se stessi e per loro passioni, lontano dagli impegni inderogabili e dallo stress che l’attività lavorativa comporta. È però inevitabile che queste situazioni lascino qualche strascico nostalgico, tant’è vero che alla prossima rimpatriata tra amici, mi sembra già di sentire qualcuno brontolare, dopo aver azzannato la prima fetta: «Ma sì, l’è no grama… ma la pizza dal Tato l’era tutt un’altra storia!».
Fabio Cavagnini

