Don Abbondo, il curato piemontese
Di Daniela Catalano
Il beato di questa settimana è un prete piemontese definito il precursore del santo Curato d’Ars, per la santità sacerdotale di cui è testimone. Don Giacomo Abbondo, beatificato l’11 giugno 2016 nella cattedrale di Vercelli, nasce a Salomino, frazione di Tronzano Vercellese, il 27 agosto 1720 e riceve la prima educazione umana e cristiana da uno zio paterno che è cappellano. Frequenta le scuole regie di Vercelli e il seminario. Il 21 marzo 1744 è ordinato sacerdote e il 31 ottobre 1748 consegue la laurea in Lettere presso l’Università di Torino, ottenendo l’incarico di professore nelle Regie Scuole di Vercelli. Entra anche come confratello nella compagnia della Madonna del Buon consiglio e si distingue per il suo zelo a favore dei carcerati e dei condannati a morte. Il vescovo nomina don Abbondo prima direttore spirituale degli studenti vercellesi e poi il 26 marzo 1757 parroco di Tronzano, paese da cui proviene. Il 3 luglio 1757, quando fa l’ingresso, chi gli chiede quanto valga il beneficio parrocchiale risponde che «può valere il Paradiso o l’Inferno». Si trova subito di fronte a una situazione difficile causata dal predecessore, un teologo simpatizzante del giansenismo. Fin dall’inizio don Abbondo s’impegna come ministro della Parola, sostenitore della vita sacramentale e generoso dispensatore della carità parrocchiale. Nel 1759 coinvolge tutti i genitori nell’insegnamento del catechismo e nella preghiera in famiglia. In Quaresima tiene ogni giorno la catechesi e, in inverno, dopo la Messa dell’Ave Maria, il prete si reca nelle campagne per insegnare il catechismo ai ragazzi impegnati nelle stalle. Realizza tre missioni popolari: nel 1759 con i gesuiti; nel 1770 con i carmelitani; nel 1783 con i francescani. In un’epoca di alta mortalità infantile, don Giacomo forma levatrici e medici per l’amministrazione del battesimo in caso di necessità. Ama molto i suoi parrocchiani che conosce singolarmente, aiuta gli ammalati della sua comunità e sostiene i poveri. Don Abbondo muore il 9 febbraio 1788. I suoi resti mortali sono ospitati nella casa parrocchiale e la sua memoria liturgica cade il 9 febbraio.
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