Bimba è in ritardo
Di Carlo Zeme
La chiesa dove la domenica viviamo la Messa è a poche centinaia di metri da casa nostra. L’appuntamento è per le 10.30, ma da qualche mese a questa parte la puntualità non è il nostro forte. Finché Mar- gherita si sedeva comodamente sul passeggino senza riserve, il nostro passo è sempre stato svelto e per strada abbiamo spesso recuperato ritardi degni dei migliori treni regionali veloci… ultimamente però le cose sono un po’ cambiante. Fuori il freddo non punge ma impone sciarpa, cappello e giacca che trasformano Margherita in un piccolo pupazzo di neve; chi ci incontra potrebbe pensare a una lezione di educazione stradale improvvisata con due istruttori adulti e anche un po’ impacciati che corrono dietro alla neofita del traffico che inforca un passeggino giocattolo con dentro Bimba. «Viene anche Bimba»: questa è stata la condizione fondamentale che ha imposto Margherita appena prima di uscire di casa. Bimba è la bambola che l’accompagna e che ha già vissuto centinaia di esperienze con noi ma questo tocco di spiritualità ci mancava. «Fermati, attenta alla macchina, lascia passare la signora» – metro dopo metro la nostra maratona pedonale si arricchisce di indicazioni a Margherita che spinge il passeggino con una certa disinvoltura. I libri letti prima di andare a nanna ci danno una mano, e così rievochiamo come fossero filastrocche quelle pagine che dicevano: “Verde avanti, rosso stop”. Margherita ci insegna a prendere fiato sul marciapiede e ammirare una signora che stende i panni sul balcone, salutare un cagnolino e saltare nella grossa pozzanghera in fondo alla via che i suoi stivaletti rosa possono affrontare senza affanni. Va da sé che a metà del tragitto il passeggino ha ricevuto un cambio di pilota con Margherita che, stanca, è stata presa in braccio dalla mamma. Poi le campane: in fondo non siamo nemmeno tanto in ritardo, anche questa volta ha avuto ragione la piccola di casa che ci ha imposto la sua rilassatezza. Margherita, Bimba, mamma e papà sono arrivati; il passeggino lo abbiamo parcheggiato fuori, in doppia fila.
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