Avvicinarsi a Gesù per essere davvero uniti nella fede
L’inno “Akathistos” con la comunità ortodossa di Tortona all’inizio della Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani
TORTONA – “Uno solo è il cor- po, uno solo è lo Spirito, come una sola è la speranza alla quale Dio vi ha chiamati”. È dalla Lettera di san Paolo Apostolo agli Efesini (Ef 4,4) che è tratto il test guida per la Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani 2026. Il versetto biblico richiama la profondità teologica dell’unità cristiana, che non è un semplice e vagamente irenico ideale, ma un preciso mandato divino, centrale per la nostra identità cristiana. Anche la Diocesi di Tortona non manca a questo appuntamento internazionale per invocare lo Spirito Santo affinché, superando le storiche divisioni, le chiese cristiane possano offrire a un mondo sempre più conflittuale e a una società sempre più frammentata esemplare testimonianza di comunione e di pace. Per aprire ufficialmente la Settimana di preghiera, lunedì 19 gennaio, si è rinnovata l’ormai consolidata e bella tradizione di ritrovarsi nella chiesa di Loreto, oggi parrocchia di san Teodoro Studita affidata alla Chiesa Ortodossa Rumena. Accolti amabilmente dal parroco, padre Catalin Aftodor, e da un nutrito gruppo di fedeli ortodossi, gli ospiti cattolici accompagnati dal vescovo, Mons. Guido Marini, e dal direttore dell’Ufficio per l’Ecumenismo e il Dialogo interreligioso, don Gino Bava, hanno partecipato alla divina liturgia, avendo anche l’inaspettato piacere di incontrare, in rappresentanza della Chiesa Evangelica di Pavia, la pastora Anna Maria Mileo. Dopo aver rivolto un caloroso saluto a tutti i presenti, con il ricordo della fraterna accoglienza, ricevuta, a suo tempo, dalla comunità cattolica locale, padre Catalin ha intonato, seguito dal coro, uno degli inni detti “Akathistos”, cioè “senza sedersi” al Signore Gesù. Sul modello del più famoso Akathistos alla Theotokos (Madre di Dio), i fratelli e le sorelle ortodosse hanno innalzato, in lingua italiana, un inno di lode e di supplica a Gesù, invocando la sua misericordia e chiedendo al Signore di trasformarci attraverso i miracoli e gli eventi della sua vita. L’invocazione finale, recitata da don Gino, dalla pastora Anna Ma- ria e da padre Catalin, ha suggellato, anche visivamente, la commossa partecipazione a questa bellissima liturgia. L’auspicio finale all’unità è stato affidato a Mons. Marini che ha ringraziato, innanzitutto, la comunità ortodossa per aver offerto l’occasione di una così intensa preghiera, sottolineando come il ritrovarsi insieme, se da un lato fa sentire la bellezza di ciò che ci unisce davanti al Signore, dall’altro accresce la nostalgia per ciò che ancora è motivo di divisione e alimenta il desiderio di impegnarci per l’unità. Riferendosi poi al canto eseguito, il vescovo ha richiamato il profondo significato del continuo ripetere il nome di Gesù: solo se Lui è davvero al centro della nostra vita, solo se a Lui ci convertiamo seriamente, possiamo ricevere da Lui la forza per costruire la piena comunione tra noi. «Come i raggi della ruota di una bicicletta, più si avvicinano al centro più sono uniti tra di loro, così è per noi: tanto più ci avvicineremo al centro che è Gesù tanto più saremo capaci di piena unità», ha concluso con un’icastica immagine Mons. Marini, prima di dare appuntamento a sabato 24 gennaio, quando alle ore 18 in Cattedrale saranno celebrati i Vespri per rafforzare la preghiera ecumenica.
Luisa Iotti (Foto: Luigi Bloise)

