Annunciamo il Vangelo con la vita
Il 14 febbraio nel santuario di Fumo a Corvino San Quirico il pellegrinaggio vocazionale con la Messa presieduta dal vescovo
CORVINO SAN QUIRICO – Nella piovosa mattina di sabato 14 febbraio nel Santuario della Madonna di Caravaggio a Fumo di Corvino San Quirico, il vescovo ha presieduto il pellegrinaggio vocazionale mensile. Arrivato con qualche minuto di anticipo, prima della preghiera del Rosario, è riuscito a incontrare brevemente alcuni fedeli. Scoccata l’ora, Mons. Marini ha introdotto la preghiera ricordando ancora una volta che il ritrovarsi insieme ai piedi della Madonna è per invocare la sua intercessione presso il Signore affinché mandi operai nella sua messe. All’inizio della celebrazione eucaristica il vescovo ha rivolto alcuni saluti. Le prime parole sono state per don Vincenzo Marchetti, che da qualche mese è a Fumo e il 1° marzo farà l’ingresso ufficiale come rettore del santuario. Parole di saluto Mons. Marini, poi, le ha rivolte ai sacerdoti e alla comunità del seminario. Con profondo affetto e con stima ha salutato don Luciano Daffra, ex parroco di Corvino, Torricella e Mornico che ora viva nel pensionato “Don Orione”, vicino al santuario. Ha avuto parole di gratitudine per le religiose e le novizie presenti, per il coro che ha accompagnato la preghiera e per il diacono Angelo Capittini. Nell’omelia il vescovo ha iniziato prendendo spunto dalla parola “Andate” che si pronuncia al termine delle celebrazioni. Non è un semplice invito a lasciare la chiesa perché è terminata la liturgia, ma è il mandato missionario che ripren- de le parole di Gesù: «Andate in tutto il mondo e predicate il Vangelo» (Mc 16, 15). «Ogni vero incontro col Signore, ogni vera e- sperienza di fede – ha detto – non può che sbocciare nell’andare ad annunciare a tutti l’incontro fatto, l’esperienza di fede vissuta». La prima lettura riportava l’esempio di Paolo e Barnaba: essi hanno superato i confini per annunciare il Vangelo ai pagani, convinti che Gesù è il Salvatore di tutti e che nessuno può fare a meno della sua salvezza. Le esitazioni nell’annunciare Cristo dipendono spesso dalla mancanza di questa stessa convinzione. Il Vangelo presentava un secondo aspetto fondamentale: Gesù ha mandato i discepoli a compiere ciò che Lui stesso ha fatto. Mons. Marini ha sottolineato che la missione è autentica quando il cristiano diventa trasparenza di Cristo: non sono le strategie o le capacità a dare forza alla testimonianza, ma la presenza viva del Signore nella nostra vita. Senza questa unione profonda con Lui, anche le nostre parole restano sterili. Molto significativa la ricorrenza liturgica del giorno: il 14 febbraio è la festa dei santi Cirillo e Metodio, patroni d’Europa, che hanno portato il Vangelo in Oriente. Sono esempio della missionarietà vissuta con fedeltà e passione. È stata invocata la loro intercessione per continuare ad annunciare il Vangelo con gioia e portare Cristo a tutti. Infine, il vescovo ha richiamato una frase di san Charles de Foucauld: “Grida il Vangelo con la vita”. Ciò è possibile solo se si è davvero convinti che esso è la pienezza della vita e se Cristo si rende presente attraverso di noi.
Lucia Gradi

