Sera tra le vigne a Zenevredo

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Zenevredo sorge sulle prime ondulazioni collinari alla destra del torrente Versa, a poco più di 200 metri d’altezza. L’etimologia del nome, attestato nelle forme medievali Cenevretum e Zenepretum, viene ricondot- ta al significato di “ginepreto”, cioè “luogo ove nascono i ginepri”. L’insediamento risale almeno al VII secolo, periodo nel quale una comunità religiosa, dipendente dal Monastero di santa Maria Teodote di Pavia, si insediò nel territorio. Durante il Medioevo era dotato, come quasi ogni paese, di un castello. Oggi Zenevredo consiste di un abitato raccolto, segnato da poche ma significative emergenze. Al centro vi è la chiesa di san Vincenzo, databile nella sua forma attuale alla metà del Settecento, che sorge esattamente sul luogo dell’antico monastero e del castello. La facciata, rifatta nel 1871, ospita affreschi che rappresentano san Vincenzo, Pio X, don Bosco e Dio Padre. Sul lato destro si eleva il campanile. La decorazione a fresco dell’interno è opera del pittore alessandrino Piero Vignoli (1963). Gli elementi romanici superstiti, collocati nella zona presbiteriale e nella sacrestia, rappresentano la parte più antica del complesso. Uscendo dalla chiesa si può osservare l’alta torre del XIV secolo, in laterizio, che costituisce la sola parte pervenuta dell’originario castello. A pochi passi dalla chiesa, sul lato immediatamente adiacente, sorge la casa natale di Carlo Dossi, nato qui il 27 marzo 1849. Una lapide commemorativa ricorda lo scrittore, diplomatico e archeologo, figura centrale della Scapigliatura e autore di alcune tra le opere più originali della letteratura italiana della sua epoca. All’interno del suo diario Note azzurre egli rivendicò le radici oltrepadane che ne segnarono l’identità culturale. Di lui scrisse Cesare Angelini: “Voleva che la sua prosa fosse «ispida e odorosa», come presagiva il nome del villaggio dov’era nato”. Un’altra figura significativa da riscoprire è quella del sacerdote Daniele Cavanna, parroco di Zenevredo che durante il Risorgimento emerse per le sue idee liberali, in controtendenza per i tempi. Per chi volesse incontrare il territorio in una forma diversa, si segnala l’iniziativa organizzata dall’associazione “Volo di Rondine” per l’11 aprile: un’escursione serale di 4 chilometri nelle vigne della tenuta Eredi Cerutti Stocco, con osservazione della flora e della fauna selvatica, introduzione al fototrappolaggio e apericena. Prenotazione obbligatoria, info: 331/7697861. L’evento verrà replicato sabato 18.

pierluigi.feltri [at] gmail.com

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