Gesù è il nostro buon samaritano
Ritiro mensile dei sacerdoti orionini al Paterno guidato da Mons. Guido Marini
TORTONA – Martedì 26 gennaio al “Paterno” si sono incontrati i religiosi della Congregazione di Don Orione per il ritiro mensile: preghiera, meditazione, confessione, adorazione e pranzo insieme. La meditazione è stata affidata al vescovo Mons. Guido Marini nella cappella della Casa Madre che ha espresso la gioia di essere presente all’incontro e in quel luogo dove per 40 anni il santo fondatore ha ricevuto dal Signore e trasmesso ai suoi discepoli quello Spirito tanto importante per la missione della Chiesa. Nella riflessione il vescovo ha fatto riferimento alla “Giornata della Parola”, celebrata domenica 25 gennaio, per invitare a mettere la Parola di Dio al centro della vita perché al centro ci sia Cristo. È Cristo che accende in noi la vita spirituale, la relazione con Dio. Il fuoco di carità che ha infiammato la vita di Don Orione in una carità senza confini veniva dalla sua intimità con Cristo per cui tutto egli viveva per “instaurare omnia in Christo” (Ef 1,10). Il vescovo ha proposto la meditazione sul brano del Vangelo del buon Samaritano (Lc 10, 25-37) facendo subito notare che si può fare solo una lettura morale con insegnamenti bellissimi, che ormai sono patrimonio dell’umanità. Questo non basta. Gesù non è un moralista in più nel panorama del- la sapienza umana. È molto di più di un maestro che indica la via giusta e nobile del comportamento umano. Gesù non ha insegnato solo ciò che si deve fare ma ciò che si può fare, con la sua grazia. È venuto a darci il suo Spirito, la sua Grazia. C’è un secondo e più importante livello di lettura del suo insegnamento che è cristologico. In quel brano del Vangelo, Gesù svela il suo mistero: è lui il buon Samaritano sceso dal Cielo in terra per soccorrere l’umanità lasciata mezza morta e abbandonata a causa del male; Lui ha versato l’olio e il vino; Lui si è caricato l’umanità sulle spalle per ridarle salute, rimetterla a nuovo, per portarla a salvezza. Dove? Come? E qui c’è il terzo livello ecclesiologico della rivelazione di Gesù. È la Chiesa la “locanda” a cui Gesù buon samaritano affida l’uomo ferito e bisognoso ancora di cure “perché abbia la vita e l’abbia in abbondanza” (Gv 10,10); ha pagato lui, in anticipo, ed ha costituito la Chiesa perché completi l’opera sua. Alla trentina di religiosi molto attenti, il Vescovo ha suggerito anche alcuni atteggiamenti pratici da coltivare per entrare nella meravigliosa avventura di Gesù buon samaritano che è quella propria della nostra vocazione e del nostro ministero.
Don Flavio Peloso

