La Curia come “Casa della Pace”
Il 20 gennaio la Messa con il vescovo e i lavori di gruppo per i membri diocesani
TORTONA – Nella mattinata di martedì 20 gennaio gli uffici della Curia diocesana di Tortona si sono ritrovati per una giornata di preghiera, ascolto e confronto, vissuta come un tempo prezioso di sosta spirituale e di riflessione condivisa sul senso del servizio quotidiano. Un incontro che ha avuto come filo conduttore il desiderio di rendere la Curia sempre più una vera “Casa della Pace”. La giornata si è aperta alle ore 9 con la Messa nella cappella del seminario, presieduta dal vescovo e concelebrata dal vicario don Francesco Larocca, da don Augusto Piccoli, don Claudio Baldi e don Paolo Padrini. Fin dall’omelia è emerso il cuore spirituale dell’incontro: la pace come dono di Dio e come responsabilità affidata alla libertà dell’uomo. Riprendendo la preghiera di colletta della celebrazione – “Dio onnipotente ed eterno, che governi il cielo e la terra, ascolta con bontà le preghiere del tuo popolo e dona ai nostri giorni la tua pace” – il vescovo ha invitato a riconoscere il limite umano e a superare l’ansia che nasce dalla presunzione di voler controllare tutto. Solo accogliendo Dio come «unico reggitore della storia», ha ricordato, «è possibile ritrovare una pace autentica, fondata sulla fiducia nel suo amore.» L’omelia ha poi offerto due criteri fondamentali per il discernimento della volontà di Dio, tratti dalla figura biblica del profeta Samuele: «abbandonare la nostalgia del passato per abitare con fedeltà il presente, e imparare a guardare oltre le apparenze, riconoscendo che Dio sceglie spesso ciò che è piccolo e nascosto agli occhi del mondo». In questo orizzonte si è inserito anche il richiamo alla settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, tempo favorevole per rinnovare l’impegno alla comunione. A seguire, il vescovo ha introdotto i lavori di gruppo, richiamando le parole di Papa Leone XIV che invitano ogni comunità ecclesiale a diventare una “casa della pace”, capace di educare alla non violenza, alla mediazione dei conflitti e all’accoglienza dell’altro. Questo orizzonte, è stato sottolineato, riguarda direttamente anche la curia, chiamata a «non essere solo un luogo amministrativo, ma uno spazio di testimonianza evangelica». Condizione essenziale per questo cammino – ha sottolineato Mons. Marini – è la «centralità della relazione con Cristo, unica e vera sorgente di ogni pace autentica». Da qui nasce uno stile concreto fatto di amicizia, rispetto, benevolenza, sostegno reciproco e cura delle relazioni, percepibile sia all’interno degli uffici sia da parte di chi vi accede. I partecipanti si sono poi suddivisi in quattro gruppi di lavoro, impegnati in un confronto dal valore dichiaratamente costruttivo e propositivo, orientato a individuare piste concrete per il cammino della curia come “Casa della Pace”. Guidati da una traccia comune, i gruppi hanno riflettuto sul tema dell’accoglienza, declinato in tre ambiti: la vita di fede, gli spazi e gli ambienti, le relazioni interpersonali. Dalla restituzione finale sono affiorate alcune “parole chiave” condivise: ascolto, sorriso, disponibilità, cura del tempo e del- l’attenzione, apertura, gentilezza, competenza, fiducia… La mattinata si è conclusa con la condivisione di quanto emerso nei lavori e la conferma di un desiderio comune: continuare a camminare insieme perché la curia sia sempre più un luogo in cui la pace del Vangelo non solo si annuncia, ma si vive concretamente, giorno dopo giorno, nelle relazioni, negli spazi e nel servizio alla comunità.
Suor Roberta Cucca

