L’arte del Beato Angelico

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A cura di LIBRERIA SAN MARZIANO TORTONA

Da appassionato d’arte, desidero segnalare un testo sul Beato Angelico. Si tratta del titolo L’Angelo Domenicano. Fra’ Giovan- ni da Fiesole. Beato Angelico (ed. goWare, 2019, pp 124). L’attribuzione di questo “nome d’arte” è postumo e ideato per descrivere due grandi virtù: “Beato” per la santità della sua vita (nel calendario liturgico il 18 febbraio); “Angelico” per la capacità sublime di esprimere con il lin- guaggio dei colori e delle immagini la teologia del confratello Tommaso d’Aquino. Al secolo si chiamava Guido di Pietro, mentre da religioso domenicano prese il nome di fra’ Giovanni da Fiesole. Formatosi nella bottega artigiana del camaldolese Lorenzo Monaco, manifestò ben presto le sue capacità artistiche come miniaturista; maturando la sua vita, la sua santità e la sua arte, trasportò la tecnica delle miniature nelle pale d’altare e nelle pareti di chiese e conventi. Giorgio Vasari, nella sua opera sulle vite dei più illustri artisti, ne fa un elogio commovente che vale la pena leggere. I due autori, Nino Giordano e Alfonso Fressola, utilizzando il genere del dialogo, offrono un excursus cronologico della produzione artistica-teologica del santo pittore. Attraverso l’ideazione di colloqui tra vari personaggi reali, che hanno circondato la vita di fra’ Giovanni, il lettore è guidato alla conoscenza delle sue opere e dei luoghi per cui sono state realizzate. Insieme alla descrizione, vivace e sintetica, si scopre una serie di curiosità legate ai committenti, alle intenzioni dell’artista, ai destinatari e soprattutto si scopre la profonda teologia che anima l’Angelico. Ogni pittura esprime un annuncio evangelico: ciò che ha fatto l’aquinate con l’inchiostro, per i dotti che sapevano leggere, fra’ Giovanni lo ha riproposto con il pennello per i frati e la moltitudine dei popolani. Ad esempio, nel contemplare l’Annunciazione (la più famosa si trova al museo del Prado a Madrid), e scoprendone il messaggio di redenzione attraverso il percorso cromatico e figurato, si rimane letteralmente estasiati. È in corso una bella e ricca mostra a lui dedicata, naturalmente a Firenze, in doppia sede, palazzo Strozzi e convento di San Marco, che merita una visita. Un plauso, dunque, all’Ufficio Pellegrinaggi della Diocesi, che non si è fatto scappare l’occasione e che giovedì 22 gennaio organizza la visita.

Don Francesco Larocca

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