Visione Vino Oltrepò, la community del Pinot Nero

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Il 16 e il 17 ottobre al teatro “Garavani” di Voghera verrà illustrato il Rapporto Strategico 2026

MILANO – Rafforzare il ruolo del Pinot Nero dell’Oltrepò pavese come simbolo dell’eccellenza vitivinicola italiana, in Italia e sui mercati internazionali. È questo l’obiettivo della nuova community “Visione Vino Oltrepò”, presentata ufficialmente a Palazzo Lombardia alla presenza di istituzioni, produttori e analisti del settore, a partire dai dati di Teha – The European House Ambrosetti. L’Oltrepò si conferma un territorio chiave: con circa 3.000 ettari vitati a Pinot Nero su 13.500 complessivi, rappresenta la prima area italiana per estensione dedicata a questo vitigno e la terza al mondo dopo Borgogna e Champagne. Un’area che da sola concentra oltre il 62% della produzione vinicola lombarda e che ora ambisce a un salto di qualità strategico. «Abbiamo voluto ospitare questo evento a Palazzo Lombardia per sottolineare la centralità di un territorio che, grazie a una reale alleanza tra istituzioni e imprese, può intercettare nuove traiettorie di sviluppo» – ha dichiarato l’assessore regionale Elena Lucchini, annunciando che sarà Voghera a ospitare il Forum “Visione Vino” il 16 e 17 ottobre al teatro “Valentino Garavani”. In quell’occasione verrà presentato in anteprima il Rapporto Strategico Visione Vino 2026, frutto del lavoro della nuova community Teha. Il rapporto analizzerà l’evoluzione dei consumi, che vedono l’Italia scendere al terzo posto mondiale, e l’andamento dei mercati esteri, dove i volumi sono calati del 9,1% rispetto al 2021, a fronte di un valore complessivo stabile. Centrale anche il tema del cambiamento climatico: nel 2024 l’Italia ha registrato la più alta anomalia termica di sempre, con perdite agricole stimate in 8,5 miliardi di euro e proiezioni che superano i 13 miliardi entro il 2050. Secondo Benedetta Brioschi, partner Teha, il potenziale dell’Oltrepò resta in parte inespresso: a fronte di oltre 2.800 ettari di Pinot Nero, la produzione certificata non raggiunge il milione di bottiglie. Un divario che rappresenta una delle principali opportunità future. Una visione condivisa dal Consorzio di Tutela, che vede margini di crescita sia in termini produttivi sia nello sviluppo di nuovi impianti in quota per contrastare gli effetti del clima. L’ambizione dichiarata è fare dell’Oltrepò pavese non solo una grande area produttiva, ma un punto di riferimento nazionale per il pensiero e la strategia del vino italiano.

Mattia Tanzi

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