Ritiro spirituale di Quaresima per le comunità religiose femminili

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Il 15 marzo nella Casa madre delle suore orionine a Tortona un pomeriggio di preghiera e di riflessione guidate da Mons. Marini

TORTONA – Nel pomeriggio di domenica 15 marzo presso la Casa madre delle Piccole Suore Missionarie della Carità di Don Orione si è svolto il ritiro di Quaresima per le Comunità religiose femminili, organizzato dall’USMI diocesana e tenuto da Mons. Guido Marini. Erano presenti anche alcuni sacerdoti per le confessioni. Dopo il saluto iniziale e l’invocazione allo Spirito Santo, il vescovo, nel contesto del tempo quaresimale e della Visita Pastorale alla Diocesi da poco iniziata, ha evidenziato il cammino da percorrere per riportare l’annuncio del buon Pastore per il suo popolo. Ha sottolineato che il passaggio verso la Pasqua si raggiunge superando la situazione di peccato, passando dalla riconciliazione, con un processo spirituale di quattro tappe dalla tentazione e dalla rottura alla guarigione e alla custodia. Questo percorso spirituale ha per obiettivo la dipendenza dall’Amore di Dio che viene tentata, infranta, ridonata e custodita. Mons. Marini ha ribadito che il peccato non è solo un fallimento morale ma un danno umano che distorce la realtà, mentre il sacramento della Riconciliazione offre guarigione e verità. La gratitudine costante verso Dio è fonte di salvezza e si contrappone all’autosufficienza che può portare a un peccato più grave. L’invito è a riconoscere la vera libertà nell’abbandonare l’autonomia umana per abbracciare la dipendenza dall’amore divino, che talvolta viene tentata (quando la tentazione mina la dipendenza da Dio), infranta (rottura del legame con il Signore), ridonata (guarigione attraverso la misericordia) e custodita (conservazione del- la relazione d’amore). La storia di Adamo ed Eva è un esempio di come la tentazione distorce la verità e presenta il male come desiderabile, deformando la realtà, così il peccato più che un atto della morale, è disu- mano, in quanto mortifica la nostra umanità. La guarigione avviene attraverso la Riconciliazione, che restituisce la bellezza della relazione con Dio. Durante la Quaresima, la Chiesa riflette sull’episodio del Giardino dell’Eden per comprendere la natura del peccato e della redenzione. Adamo ed Eva, dopo il peccato, si sentono nudi, perdendo la bellezza della loro umanità, così il peccato è una menzogna che presenta il cattivo come buono e l’amaro come desiderabile. La caduta “originale” rappresenta la rottura del legame con Dio, portando a una perdita di identità umana. Il racconto biblico della Genesi è stato analizzato non come favola, ma come verità sulla condizione umana. Il sacramento della Riconciliazione, non può essere considerato un peso, ma un grande dono da parte di Dio e va vissuto come desiderio del cuore per ritrovare la dipendenza d’amore con Lui. Con la confessione si ripristina la propria anima all’amicizia di Dio come opportunità di guarigione e va praticata quanto prima senza rinvii, è la via per guarire il cuore infranto da vivere con gioia e gratitudine come fonte di salvezza e non come obbligo. Durante la Quaresima, la Chiesa invita maggiormente alla riconciliazione come parte del cammino verso la Pasqua. Anche il rendere grazie sempre e in ogni luogo è essenziale per mantenere la relazione con Dio che è sempre provvidente con i suoi figli, in quanto senza gratitudine, la tentazione prende piede. La gratitudine riconosce la grandezza di Dio e contrasta le menzogne del peccato. Il prefazio della Messa, con l’invito a rendere grazie, è un’opportunità per coltivare questa dipendenza d’amore. Tentazione è anche quella dell’autosufficienza nella santità, il far da sé, il mettersi al posto di Dio e puntare alla santità attraverso le proprie forze, questo è un peccato più grave di quello tradizionale. L’orgoglio di costruire la santità da sé è simile all’autonomia del peccato. Mons. Marini ha concluso affermando che la santità non è un programma personale, ma una grazia da ricevere, da creature che ricevono dal Creatore, da figli che ricevono dal Padre in una vera dipendenza da Dio, con gratitudine quotidiana, rendendo grazie sempre in ogni luogo. Dopo questa profonda riflessione è stato bello incontrare Gesù nell’adorazione e poi nella Messa nel santuario della Guardia nel ricordo della nascita al cielo di san Luigi Orione.

Suor Maria Gabriella Lisco

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