Passare da una fede tiepida a una fede entusiasta

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Domenica delle Palme: Mons. Marini ha aperto la Settimana Santa con la benedizione degli ulivi in piazza Duomo prima della Messa

TORTONA – Domenica scorsa un tiepido sole primaverile ha illuminato piazza Duomo libera dalle macchine per accogliere i numerosi fedeli pronti a iniziare la Settimana Santa, momento centrale della vita cristiana. Con la benedizione degli ulivi, infatti, è iniziato il cammino che conduce alla Pasqua di Risurrezione. A presiedere il suggestivo rito è stato il vescovo, dopo la proclamazione del passo del Vangelo che narra l’ingresso in Gerusalemme di Gesù. Poi Mons. Marini, che aveva tra le mani un bellissimo ramo intrecciato di palma, ha dato avvio alla processione verso la cattedrale dove è stata celebrata la Messa solenne, animata dalla Corale della Cattedrale, alla quale si è aggiunto il Coro dei bambini, entrambi diretti da Daniela Menditto e accompagnati all’organo da Luca Sturla. Il vescovo ha iniziato la sua omelia salutando e ringraziando i numerosi bambini presenti e ha, poi, proseguito soffermandosi sui due brani dell’evangelista Matteo che sono stati letti: uno prima della Messa e l’altro, nel quale si narra la passione di Gesù, durante. Entrambi costituiscono un tutt’uno e sono legati da una parola che annunciata nel primo trova il suo compimento nel secondo. Alla domanda “Chi è costui?” infatti viene data una risposta chiara dal centurione che esclama: “Costui veramente è il Figlio di Dio”. Questo passo, come ha ricordato Mons. Marini, era letto dai catecumeni che iniziavano il cammino per accogliere la fede cristiana. Un percorso che tutti sono chiamati a compiere per riuscire a rispondere in modo certo, gioioso e consapevole alla domanda “Chi era costui?”. L’ascolto attento del rac- conto della passione è, dunque, importante proprio «per percorrere questo itinerario del cuore – ha affermato il vescovo – e passare da una fede, forse, un po’ debole a una fede forte, da una fede, forse, un po’ annacquata a una fede convinta, da una fede, forse, un po’ appesantita a una fede entusiasta a motivo della quale non soltanto con le labbra, ma soprattutto con la vita possiamo dire e gridare “Costui è veramente il figlio di Dio”». E ha anche auspicato che si possa accogliere davvero il Figlio di Dio, facendolo diventare «il centro e il cuore della propria vita». Poi, Mons. Marini si è rivolto ai bambini e alle bambine e riprendendo le parole dell’apostolo Paolo, li ha invitati a gridare con forza: “Gesù Cristo è Signore”. Per tre volte hanno ripetuto con forza e con gioia queste parole, ricevendo anche l’applauso dei grandi, ai quali il vescovo ha chiesto di fare altrettanto e di continuare a farlo sempre nel proprio cuore. Prima della benedizione finale, Mons. Marini ha ringraziato i cantori, i ministranti, i parroci don Paolo Padrini e don Claudio Baldi, i sacerdoti don Matteo Fiorani e don Paolo Verri, i diaconi permanenti Ernesto Stramesi ed Enrico Noè e tutti i fedeli che, al termine, ha salutato personalmente sul sagrato della cattedrale.

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