Mostra di chiusura per il progetto “Ecclesia Lab”
Realizzato grazie alla Fondazione CR Alessandria per valorizzare il patrimonio tessile della cattedrale
TORTONA – Nella Cattedrale di Tortona esiste un patrimonio che raramente incontra lo sguardo dei fedeli: il corredo tessile liturgico custodito nella Sacrestia episcopale. Non si tratta soltanto di paramenti, ma di una trama silenziosa di storia, arte e memoria orante che attraversa generazioni. Il progetto “Ecclesia Lab” è nato con un obiettivo chiaro: conoscere, custodire e valorizzare questo patrimonio. In continuità con il censi- mento scientifico realizzato dall’Ufficio Beni Culturali della Diocesi, il lavoro ha permesso di ren- dere più funzionali alle esigenze attuali gli spazi della Sacrestia, introducendo strumenti e sistemi di conservazione più moderni. Il successivo riordino ha fatto riemergere da armadi e cassettiere coor- dinati preziosi delle celebrazioni solenni, stole ricamate a mano, paramenti vescovili di pregio, corporali e tovaglie in lino sottilissimo lavorati con tecniche raffinate. Oggetti che non parlano soltanto di estetica, ma di una fede concreta. Il progetto è stato reso possibile dal sostegno determinante della Fondazione CR Alessandria, che ha creduto nel valore culturale e comunitario dell’iniziativa, permettendo interventi strutturati e non episodici. “Ecclesia Lab” non è stata soltanto un’operazione di riordino: è stata l’incontro con una cultura che oggi non sempre riusciamo a decifrare. I manufatti conservati nella Sacrestia episcopale raccontano una sapienza delle mani capace di tra- durre la fede in forma visibile. Ricami a giorno eseguiti con pazienza, bordure in pizzo lavorate direttamente sul tessuto, fili sottilissimi accostati con precisione: arte maturata nell’esperienza, nella disciplina domestica, nella dedizione silenziosa. Guardare oggi questi paramenti significa lasciarsi interrogare. In quel lavoro paziente si esprimeva una responsabilità, soprattutto femminile, verso il sacro. Ogni filo è segno di un’educazione alla cura. Questi tessuti invitano alla lentezza, alla contem- plazione, a un diverso rapporto con la materia e con il tempo. Richiedono di essere guardati da vicino, toccati con rispetto, in silen- zio, come in preghiera. Il 28 febbraio e 1° marzo alcuni di questi capi saranno esposti in Cattedrale in una mostra temporanea aperta alla Comunità. Sarà l’occasione per visitare la Sacrestia episcopale e avvicinarsi non solo a un patrimonio storico e artistico, ma a una memoria viva di fede. Custodire questi tessuti significa custodire una parte dell’anima della nostra Chiesa locale, affinché la memoria diventi conoscenza e la bellezza continui a educare.
Suor Adriana Gasbarro

