L’ultimo saluto a don Gian Luca «pastore buono»
Il 4 marzo a Stradella il vescovo ha presieduto i funerali del sacerdote, parroco e vicario episcopale morto improvvisamente lo scorso 27 febbraio
STRADELLA – Nel pomeriggio di venerdì 27 febbraio è mancato don Gian Luca Vernetti, vicario episcopale e parroco della parrocchia dei Santi Nabore e Felice di Stradella. La morte lo ha colto a Brusson, nei pressi della Casa Alpina, dove si trovava con un grup- po di alunni e famiglie dell’istituto “Gavina” di Stradella. In fretta la notizia si è diffusa in tutta la diocesi, suscitando sgomento e preghiera. Mons. Guido Marini stava raggiungendo il duomo di Voghera per la Via Crucis al termine della quale si è rivolto ai presenti e all’intera comunità diocesana: «È una notizia molto dolorosa per tutti quanti noi; questa morte prematura riguarda un sacerdote buono, sincero, leale, intelligente, simpatico e brillante». Don Gian Luca è nato a Zavattarello il 5 giugno 1968 da mamma Angela Bruna Piantali e da papà Enrico. Entra in seminario il 22 settembre 1982 e viene ordinato presbitero da Mons. Luigi Bongianino il 20 giugno 1992. Il primo incarico come curato a Broni dal 1992 al 2001. Poi a Tortona incaricato di Pastorale Giovanile e Assistente di Azione Cattolica dal 2001 al 2006, anni in cui si occupa anche della parrocchia di Redavalle come amministratore parrocchiale. Quindi parroco a Varzi dal 2006 al 2020 quando si occupa anche di alcune comunità della valle. Nel 2020 la nomina a parroco di Stradella. Nella serata di venerdì, a poche ora dal decesso, la chiesa parrocchiale di Stradella ha ospitato un momento di preghiera al quale erano presenti tantissimi giovani. I funerali sono stati celebrati alle 11 di mercoledì 4 marzo. La chiesa parrocchiale di Stradella non è riuscita a contenere tutti i presenti: autorità civili e militari tra cui il presidente della Provincia di Pavia Giovanni Palli e il sindaco Gianpiero Bellinzona, le istituzioni scolastiche e l’associazionismo, soprattutto tanti fedeli. Nutrita la partecipazione dei sacerdoti, diocesani e non. Il vescovo Mons. Guido Marini ha presieduto la Messa, portando i sentimenti di vicinanza dei Vescovi emeriti Mons. Martino Canessa e Mons. Vittorio Viola e quelli del vescovo di Pavia, Mons. Corrado Sanguineti e dell’arcivescovo Mons. Giancarlo Dellagiovanna. Ha avuto parole affettuose per la mamma, il papà, il fratello, i parenti e per l’intera comunità di Stradella. Dopo aver definito don Gian Luca «un pastore buono secondo il cuore di Gesù» il vescovo ha evidenziato che «oggi siamo un po’ come l’apostolo Paolo che davanti alla morte si esprime così: “Dov’è, o morte, la tua vittoria? Dov’è, o morte, il tuo pungiglione?” La morte è stata inghiottita nella vittoria, perché Gesù l’ha sconfitta e l’ha vinta e anche noi siamo vincitori. Paolo è come se, per un momento, toccasse con mano la potenza della morte» e «anche noi, forse, nel momento in cui abbiamo appreso come un fulmine a ciel sereno la notizia della morte improvvisa di don Gian Luca, abbiamo come avvertito nel cuore un ghigno della morte con la sua pretesa di avere la meglio su di noi e sulla nostra sete di vita. Ma no! Per la morte è solo un’illusione che dura un istante. E noi oggi lo ripetiamo con Paolo, lo ripetiamo con Paolo qui di fronte a questo corpo senza vita, ma che vive in Dio: la morte è stata inghiottita nella vittoria». Ha citato poi le parole che Gesù ha rivolto alla sorella di Lazzaro: “Tuo fratello vivrà. Tuo fratello risorgerà. Tuo fratello vive”. «Oggi queste parole le sentono il papà e la mamma di don Gian Luca: “Vostro figlio vive e risorgerà”. Queste parole le sente Flavio: “Tuo fratello vive e risorgerà”. Queste parole le sentono i familiari di don Gian Luca: “Il vostro carissimo don Gian Luca vive e risorgerà”. Queste parole le sentiamo noi sacerdoti oggi: “Questo vostro amico vive e risorgerà”. Queste parole le sentite tutti voi, a cominciare dalla carissima comunità parrocchiale di Stradella: “Questo vostro pastore buono vive e risorgerà”». «In questi giorni – ha concluso Mons. Marini – abbiamo riascoltato, soprattutto noi sacerdoti, una parola del libro dell’E- sodo in cui è Mosè che parla al suo popolo e dice così: “Non abbiate paura, siate forti e vedrete la salvezza che il Signore opera oggi per voi”. Non abbiamo paura, siamo forti e vedremo la salvezza che il Signore oggi – oggi – opera per noi. Sono certo che dal cielo don Gian Luca si fa portavoce di questa parola perché accompagni il cammino della nostra vita». Dopo la benedizione finale, è iniziato l’ultimo viaggio verso Zavattarello, suo paese natale, per la sepoltura nel locale camposanto.
Marco Rezzani

