L’importanza delle radici per capire “da dove veniamo”
Il liceo “Amaldi” si racconta in una collana di Quaderni
NOVI LIGURE – Il liceo novese “Edoardo Amaldi” sceglie di trasformare il proprio prestigioso passato in una memoria collettiva e pulsante. Con il lancio della “Collana dei Quaderni del Liceo”, l’istituto novese dà vita a un progetto editoriale ambizioso, volto a raccogliere e valorizzare decevnni di storia scolastica, intrecciando le vicende dell’ex liceo scientifico e del liceo classico “Doria”. L’iniziativa affonda le sue radici nel successo della mostra fotografica temporanea ospitata lo scorso 5 giugno presso il Museo dei Campionissimi, organizzata dall’associazione “Gli Amici del Liceo”. Quell’evento, capace di risvegliare forti emozioni nella cittadinanza, ha spinto la dirigenza a dare continuità al progetto, trasformando quella narrazione visiva in uno strumento permanente di consultazione e affetto. Il primo volume della collana si presenta così come un prezioso compendio di una storia quasi centenaria, fatta di immagini, riflessioni e frammenti di vita che restituiscono il volto umano di un’istituzione fondamentale per il territorio. Come spiegano il dirigente scolastico Michele Maranzana (nella foto) e la presidente del Consiglio d’istituto Sara Pasquale, la collana nasce con l’intento di custodire testimonianze, documenti e ricordi capaci di restituire l’anima del liceo nel corso del tempo. Non si tratta di una semplice operazione nostalgica, ma di un percorso storico articolato in cui si fondono memorie individuali, indagini d’archivio e fotografie d’epoca messe a disposi- zione dagli ex allievi. Questi materiali permettono di ricostruire, con uno sguardo che sa essere al contempo rigoroso e partecipe, l’esperienza di chi ha condiviso le aule e i corridoi dell’isti- tuto. L’obiettivo dichiarato è quello di rendere la memoria “attiva e partecipata”. Secondo il preside Maranzana, i Quaderni vogliono stimolare gli studenti di oggi, i docenti e l’intera comunità a riconoscere l’importanza delle proprie radici, contribuendo alla loro trasmissione. Non è, dunque, un mero esercizio di stile sul “come era- vamo”, quanto piuttosto una bussola per comprendere “da dove veniamo”. Sara Pasquale sottolinea inoltre come questa collana rappresenti uno strumento prezioso per custodire un’eredità culturale che appartiene a tutta la città. Attraverso il clima liceale di ogni epoca, fatto di aneddoti e scambi umani, il liceo “Amaldi” rinnova il proprio impegno nel documentare quella crescita civile e intellettuale che ha segnato il cammino di intere generazioni di allievi, confermandosi punto di riferimento per il futuro della comunità.
Davide Daghino

