La mela si racconta e svela i suoi segreti a Casalnoceto

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Sabato scorso, per la fiera di “Pom a Moj”, il Comune e il Fai di Tortona hanno proposto un viaggio alla scoperta del frutto tra cultura, tradizione e condivisione

CASALNOCETO – In occasione della tradizionale fiera del “Pom a Moj” è stato organizzato il primo, e molto riuscito, “AperiFAI”, un nuovo modo di vivere il territorio, tra cultura, gusto e identità. Nella serata di sabato 28 marzo, infatti, è stata realizzata un’interessante iniziativa grazie alla determinazione del sindaco Silvia Figini, che ha trasformato gli spazi della Soms in un laboratorio vivo di idee, incontri e narrazioni. Il Comune, proprio pochi giorni prima, è entrato ufficialmente tra i “sostenitori” del Fai nella Delegazione di Tortona, guidata da Piero Massiglia. La manifestazione intitolata “Il frutto dei miti: storia segreta della mela” è stato un viaggio coin- volgente nel mondo della mela, tra cultura, tradizione e condivisione, arricchito dalla presenza di ospiti illustri e da una partecipazione davvero straordinaria. Non un semplice ingrediente, ma un simbolo potente, raccontato, reinterpretato, persino “smontato” nei suoi significati più profondi. A guidare il cammino sono state le voci autorevoli di Alberto Mallarino agronomo e delegato Fai, il delegato della Cucina Italiana per la provincia di Alessandria, Matteo Pastorino e Raffaello Basiglio. Con loro, la mela si è rivelata in tutta la sua complessità: dalle varietà dimenticate fino alle sue incursioni nel cinema, tra immagini e suggestioni. E poi la tradizione, non solo ricordata ma restituita viva. Il racconto del Pom a Moj, impreziosito dagli interventi del professor Giuseppe Cetta, ha riportato alla luce gesti, sapori e saperi che rischiano di andare perduti, ma che trovano nuova voce. Vincenzo Basiglio di Gabba Antichità ha acceso i riflettori su Pellizza e sulla mela, un dettaglio apparentemente marginale che diventa chiave di lettura simbolica. Il passaggio ha aperto a una delle parentesi più inattese e coinvolgenti della serata: l’intervento di suor Luisa Liburno, che con ironia e profondità, ha reso il “frutto proibito” oggetto di riflessione, tra catechesi e sorriso, in un racconto capace di sorprendere e toccare. I cuochi dell’Associazione Cuochi Pavia hanno firmato un piatto unico: riso alle mele con una raffinata glassa agrodolce di buccia. Tecnica, creatività e memoria in un equilibrio che ha conquistato tutti. Erano presenti anche i Cavalieri dell’Ordine Obertengo del Raviolo e del Gavi: la confraternita che non solo è custode della tradizione, ma promotrice attiva di un territorio che vuole essere riconosciuto, valorizzato, raccontato. Il vero “scoop” della serata è stata la nascita concreta di un dialogo tra territori di confine. Casalnoceto, porta della Val Curone e cerniera tra Lombardia e Piemonte e Gavi, terra di vino e passaggio verso la Liguria. Realtà diverse, ma unite da una stessa vocazione: trasformare le radici in progetto. La Delegazione Fai di Tortona, artefice dell’organizzazione della serata, insieme al Comune, grata per la riuscita dell’evento, è certa che il successo non è solo nelle presenze istituzionali, ma soprattutto nell’energia della comunità. Gli abitanti di Casalnoceto hanno risposto con entusiasmo, partecipazione, curiosità. E questo è il segnale più forte: quando un territorio si riconosce, si racconta e si apre, qualcosa cambia davvero.

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