«La dipendenza dall’amore di Dio è il tutto della vita»
Giovedì scorso in cattedrale la riflessione e la Messa per il gruppo del Monastero Wi-Fi e per gli adoratori eucaristici di Tortona
TORTONA – Nel pomeriggio di giovedì scorso, proseguendo una tradizione avviata da qualche anno, sono giunti a Tortona i membri del “Monastero Wi-Fi” di Genova, la realtà nata nel 2019 da un’idea della giornalista Costanza Miriano e di un gruppo di amiche di varie città italiane, con il desiderio di vivere una vita autenticamente cristiana che ha come fulcro la preghiera. Il gruppo genovese nel suo pellegrinaggio annuale si è unito al gruppo di adoratori che dedicano il loro tempo all’adorazione eucaristica quotidiana nelle chiese cittadine per ascoltare la riflessione quaresimale del vescovo e partecipare alla celebrazione eucaristica. Mons. Guido Marini, dopo aver rivolto un saluto affettuoso a tutti i presenti, ha introdotto il tema del suo intervento che è stata la vita di fede, analizzata attraverso il suo concetto centrale che è la dipendenza dall’amore del Signore, articolata in 4 tappe: tentata, infranta, ridonata e custodita. L’insidia più grande individuata è la tentazione dell’autonomia, che spinge l’essere umano a voler fare a meno del Signore sia attraverso il peccato manifesto, sia tramite una ricerca della santità basata esclusivamente sulle proprie forze. Il vescovo ha sottolineato come la fede autentica consista nel riconoscere che la vera pienezza non risiede nell’indipendenza, ma nel- l’accoglienza fiduciosa della grazia divina. Il cammino quaresimale è, dunque, per Mons. Marini un itinerario per riscoprire la bellezza di appartenere totalmente a Dio, superando l’illusione di poter raggiungere il bene in modo solitario, perché «tutto il senso della vita sta lì, in questa dipendenza dall’amore di Dio, di cui nulla è più grande, nulla è più bello, nulla è più vero, nulla è più esaltante, nulla è più alleato della mia umanità». Il vescovo, infine, ha invitato quanti ascoltavano attenti in questa Quaresima «a stare davanti al Signore, sempre e in ogni luogo, lodandolo, ringraziandolo, gioendo, benedicendolo sempre, an- che quando saremmo portati a essere tristi e a lamentarci». Terminata la riflessione, è iniziata la S. Messa nella quale Mons. Marini ha rivolto un saluto affettuoso a don Pino Privitera, il sacerdote genovese che accompagnava i membri del Monastero Wi-Fi. Nel l’omelia, poi, si è soffermato sull’importanza della preghiera e, in particolare, della preghiera di adorazione che «è un dono che il Signore fa a noi; è un’esperienza da vivere in una fede vera, in una fiducia incondizionata; è un tempo da vivere con le braccia al collo del Signore». Al termine, dopo la benedizione, i membri del Monastero genovese hanno posato per una foto ricordo con il vescovo, salutandolo, con la promessa di tornare puntuali l’anno prossimo.

