I sacerdoti sono felici di essere “in”, “con” e “per” il Signore Gesù

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La Messa Crismale con la benedizione degli Olii Santi e gli anniversari di ordinazione

TORTONA – La Messa Crismale del Giovedì Santo «è veramente una celebrazione di tutta quanta la Chiesa, perché oggi vengono benedetti gli oli che diventeranno lo strumento della vita sacramentale nella quotidianità del cammino delle nostre comunità cristiane», come ha ricordato Mons. Guido Marini il 2 aprile rivolgendosi ai sacerdoti, ai diaconi e a tutta la comunità della Chiesa di Tortona. In particolare, il vescovo ha indirizzato un pensiero speciale a quanti celebravano un anniversario di sacerdozio, ai sacerdoti anziani ospiti nelle strutture o malati (don Giuseppe Bruniera, don Luciano Daffra, don Gianluigi Massari, don Carlo Valle e don Giuseppe Massone), a quelli che vivono fuori Diocesi (mons. Pierangelo Pietracatella, mons. Pier Gaetano Lugano e don Massimo Lanfranchi) e a quanti fanno parte della «grande e bella famiglia sacerdortale». Ha, poi, ringraziato con affetto i fedeli laici, i religiosi e le religiose, le persone consacrate giunte in cattedrale «presenza bella e importante per la vita della nostra Chie- sa», che hanno stretto in un abbraccio particolare intensità tutto il presbiterio diocesano. Come la liturgia della Parola che nella prima Lettura di Isaia e nel brano del Vangelo fissa l’attenzione su Cristo, che è l’unto, di cui parla il profeta nell’Antico Testamento, così anche Mons. Marini nell’omelia ha esortato tutti i presenti a fissare lo sguardo su Gesù. In modo speciale, ai sacerdoti e ai diaconi perché quando fissano lo sguardo su Gesù, fanno una duplice esperienza: riconoscere chi sono, perché nel volto e negli occhi di Gesù ritrovano l’identità e ricordare chi ancora devono divenire, suscitando «un rinnovato, grande, desiderio di cam-minare, di correre, di volare per divenire ciò che siamo». Il vescovo, poi, si è soffermato sul momento in cui Gesù nella sinagoga inizia a parlare, riprendendo le parole del profeta Isaia e applicandole a sé: “Lo spirito del Signore è sopra di me, mi ha con- sacrato”. «Queste parole che noi ascoltiamo da Lui, fissandolo con gli occhi, – ha detto il vescovo ai sacerdoti e ai diaconi – capiamo che ci riguardano da vicino, perché ciò che è accaduto a Lui, è accaduto anche a noi e accade continuamente anche a noi, perché lo Spirito Santo è sopra di noi, ci ha consacrato e ci consacra continuamente e nel suo linguaggio ci dona tre preposizioni che sono il cuore della nostra vita: “in”, “con”, “per”». «Noi, oggi, ci rallegriamo, siamo stupiti e siamo felici perché il Signore, – ha aggiunto Mons. Marini – con il suo spirito, ci ha consacrato e ci ha reso uomini “in” Gesù per vivere una storia di amore con Lui; uomini “con” la Chiesa e “con” la nostra gente, per vivere una storia di comunione; uomini “per” il mondo, per vivere così un’avventura, una storia, di donazione gioiosa». Ha poi esortato il presbiterio diocesano a ripetere con gioia, tenendo lo sguardo fisso su Gesù, l’espressione del salmo del giorno: “Canterò per sempre l’amore del Signore”, «perché l’annuncio bello del Vangelo, la testimonianza gioiosa, la proclamazione piena di entusiasmo e felice del Vangelo, può avvenire» soltanto quando “gli uomini di Dio” cantano «senza fine l’amore del Signore». Ha auspicato che «in virtù di questo sguardo su Gesù» i sacerdoti e i diaconi siano felici perché possono trasmettere a tutti «quanto sia felice vivere “con” Lui, vivere “per” Lui, vivere “in” Lui». Dopo l’omelia, i sacerdoti hanno rinnovato davanti al vescovo le loro promesse sacerdotali con fede e con entusiasmo. Poi, è iniziata la processione con gli olii che sono stati portati all’altare sulle note dell’antico inno O redemptor sume carmen eseguito dalla Cappella musicale della Cattedrale diretta don Paolo Padrini, che ha animato tutta la Messa. Terminata la benedizione del Crisma, dell’olio dei Catecumeni e dell’olio degli Infermi, è seguita la preghiera eucaristica. Prima della benedizione finale, ha preso la parola il vicario generale don Francesco Larocca per il suo saluto al vescovo e ai confratelli, in particolare ai festeggiati, ai quali il vescovo ha consegnato un piccolo dono. Don Larocca ha ringraziato Mons. Marini «perché ancora una volta, con il suo ministero episcopale in mezzo a noi, ha offerto il prezioso dono dei segni sacramentali. È un dono che rafforza prima di tutto la nostra vita cristiana di ministri nella fede, nella speranza e nella carità e di conseguenza ne beneficia il popolo di Dio». Il vescovo, infine, ha salutato l’arcivescovo Mons. Giancarlo Dellagiovanna che ha concelebrato e ha ricordato i vescovi emeriti Mons. Martino Canessa e Mons. Vittorio Viola e, poi, rivolgendosi ai “suoi” sacerdoti e diaconi ha esclamato: «Voi siete davvero la mia gioia. Vi porto nel cuore e vi ringrazio davvero di tutto» e ha chiesto di pregare per lui. Sulle note del canto Ave, Regina coelorum i sacerdoti con il vescovo si sono portati sul sagrato della cattedrale, per salutare tutto il popolo di Dio presente.

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