Fissare lo sguardo su Gesù genera amore e comunione

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Il 10 gennaio il primo pellegrinaggio vocazionale presieduto dal vescovo al santuario della Madonna delle Grazie a Ripaldina di Arena Po

ARENA PO – Nella frizzante mattina di sabato 10 gennaio, nel santuario della Madonna delle Grazie di Fontanasanta, a Ripaldina, frazione di Arena Po, si è svolto il primo pellegrinaggio vocazionale dell’anno 2026. Nonostante la temperatura esterna misurasse meno 4 gradi, i fedeli non si sono fatti intimorire e si sono radunati numerosi per pregare la Madonna insieme al vescovo, il quale ha sottolineato il coraggio dei fedeli ad affrontare il freddo e ha espres- so la gioia di essere lì con la certezza che la preghiera e la vicinanza del Signore, lo sguardo della Madonna, avrebbero scaldato il cuore e reso anche più calda la celebrazione. Monsignor Marini ha ricordato che ci siamo ritrovati per invocare dal Signore, per intercessione della Madonna delle Grazie, il dono delle vocazioni. «Nella Chiesa c’è bisogno delle vocazioni in generale – ha continuato il vescovo – cioè di vite che sappiano davvero rispondere al Signore, sempre e in ogni stato di vita. In particolare c’è bisogno di vocazioni “speciali”, ovvero di giovani uomini e donne che diano interamente la loro vita al Signore per il servizio della Chiesa, nella vita religiosa, consacrata e nella vita sacerdotale». La preghiera del Rosario, introdotta da Mons. Marini, è stata poi guidata dal “padrone di casa”, don Giorgio Ce- sena, e proseguita dai ragazzi della comunità del seminario, con don Claudio Baldi. All’inizio della celebrazione eucaristica, concelebrata da don Claudio e da mons. Mario Bonati, ex vicario generale, il vescovo ha richiamato alla memoria il momento molto bello vissuto con la comunità il giorno in cui era stato nel santuario per il rito dell’incoronazione della Madonna. Un momento molto bello e significativo per la vita del santuario, nel quale si esprimeva il desiderio di accogliere nuovamente Maria nella propria vita come Regina, per lasciarsi aiutare da Lei a vivere la fede. Nell’omelia Mons. Marini ha ripreso il Vangelo del giorno che descriveva Gesù nella sinagoga di Nazaret e gli occhi di tutti erano fissi su di Lui. «Il tempo di Natale ci ha invitato a mantenere questo sguardo su Gesù, riconoscendolo come Salvatore. Quando distogliamo lo sguardo da Lui, il cuore si smarrisce e cade nell’oscurità. – ha detto – San Giovanni, nella prima lettura, ci ricordava che Dio ci ha amati per primo, con un amore che precede ogni nostra risposta. Riconoscere questo amore cambia profondamente la vita e dona fiducia. Chi ama Dio è chiamato ad amare anche il fratello». Monsignor Marini ha riportato l’attenzione anche al presepio, che nel santuario presentava una bella riproduzione. Il presepio mostra che più ci avviciniamo a Gesù, più ci avviciniamo tra noi. Fissare lo sguardo su Gesù genera amore, perdono e comunione. Il vescovo, concludendo l’omelia, ha ricordato che l’Eucaristia è il luogo quotidiano dove rinnovare questo sguardo e questa esperienza. Al termine della celebrazione, Monsignor Marini ha rin- graziato di cuore nuovamente don Giorgio e i sacerdoti presenti, e poi la cantoria che ha animato la liturgia e i rappresentanti dell’Unione Nazionale Arma dei Carabinieri, fedelmente presenti a ogni evento nella zona. Al termine i fedeli sono stati accolti nel locale accanto alla chiesa per un caldo ristoro. Il prossimo appuntamento sarà sabato 14 febbraio nel santuario della Madonna di Caravaggio, a Fumo di Corvino San Quirico.

Lucia Gradi

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