Edicole da salvare

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Di Silvia Malaspina

Caro il mio Enrico Di Giuseppantonio, le tue articolate generalità suoneranno ignote ai più, ma meriti attenzione per un’iniziativa di cui ti sei reso promotore nei giorni scorsi. Dopo aver appurato che il Comune di cui sei sindaco, Fossacesia in provincia di Chieti, stava correndo il rischio di restare senza edicole, hai deciso di varare un provvedimento che esenta i gestori delle stesse dal pagamento del canone di occupazione del suolo pubblico. L’ordinanza è stata approvata all’unanimità dal Consiglio Comunale e ha ricevuto il plauso del sottosegretario alla presiden- za del Consiglio dei ministri con delega all’informazione e all’editoria, Alberto Barachini: «Un aiuto concreto dal territorio per sostenere un comparto decisivo per il sistema dell’informazione. L’auspicio è che altri Comuni seguano questo esempio, mentre a livello nazionale prosegue il lavoro a sostegno delle edicole». Per parte tua, caro sindaco, ti sei limitato a commentare: «I Comuni devono fare la loro parte per sostenere le edicole, che rappresentano un presidio fondamentale di informazione. Offrire l’occupazione di suolo pubblico è un atto di responsabilità verso il commercio locale e verso il diritto dei cittadini ad avere punti di accesso all’informazione». Sante parole! Questo settore è segnato da un progressivo calo delle vendite dei giornali cartacei e dalla conseguente chiusura delle edicole, che non sono semplici rivendite di notizie su carta, ma punti di incontro e condivisione. L’abbonamento a una testata online è sicuramente comodo, si possono leggere le news dalla poltrona di casa senza passaggi intermedi, ma vuoi mettere il piacere di fare due chiacchiere con l’edicolante – che magari è lo stesso da 30 anni! – commentando i titoli degli strilloni o la copertina di un magazine? Stiamo assistendo a un paradosso: in 20 anni hanno chiuso i battenti 15 mila edicole, ma il numero di lettori resta pressoché costante, men- tre il numero delle copie vendute in un ventennio è passato da 7 a 1 milione al giorno. Resta il problema dei lettori anziani, che non hanno accesso ai dispositivi multimediali: non potersi recare all’edicola per acquistare un giornale, magari quello locale, che è l’unico a fornire notizie che restituiscano un senso di appartenenza alla comunità, equivale a eliminare un ulteriore tassello di socialità. Tutti i giornali, anche Il Popolo, hanno un formato digitale, ma il profumo della carta e dell’inchiostro fresco, il crepitio dello sfogliare le pagine – come tu, caro Sindaco, hai ben compreso – restano unici.

silviamalaspina [at] libero.it

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