“Eco” di nome (umberto) e di fatto (lettore)

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A cura di LIBRERIA SAN MARZIANO TORTONA

Cadrà, tra qualche settimana, il decennale della morte del conterraneo professor Umberto Eco (Alessandria, 5/01/1932 Milano,19/02/2016), semiologo e poliedrico intellettuale, famoso autore del famosissimo Il nome della rosa (Bompiani,1980), bestseller internazionale da 55 milioni di copie vendute, reso ancor più celebre dal film del 1986 con Sean Connery nei panni di Guglielmo da Baskerville. Venendo meno la proibizione testamentaria a moglie e figli di autorizzare iniziative pubbliche su di lui fino al 2026, quest’anno si prevede una fioritura di eventi culturali sulla sua figura e opera sia scientifica sia letteraria; anzi, in calendario, ci sono già la “chiacchierata planetaria” via web del 19 febbraio, il convegno internazionale di maggio all’Università di Bologna e tre pubblicazioni: il volume 2 dell’adattamento a fumetti de Il nome della rosa, a cura di Milo Manara (Oblomov Ed. 2025, pp. 72) e, freschi di stampa dalla “sua” casa editrice La Nave di Teseo, Umberto biografia amicale dell’alessandrino Roberto Cotroneo (pp. 160) e L’umana sete di prefazioni. Testi liminari 1956-2015, raccolta delle sue presentazioni, a cura di Leo Liberti (pp. 546). Nel nostro piccolo, desideriamo ricordare Eco semplicemente come bibliofilo, amante dei libri, grande lettore di quelli “fisici”, convinto assertore della loro intramontabile utilità. È nota la sua affermazione (in “La bustina di Minerva”, 17 marzo 1995) che “i libri da leggere non potranno essere sostituiti da alcun aggeggio elettronico. (…) È vero che la tecnologia ci promette delle macchine con cui potremmo esplorare via computer le biblioteche di tutto il mondo, sceglierci i testi che ci interessano, averli stampati in casa in pochi secondi… E allora? Saranno scomparsi i compositori, le tipografie, le rilegatorie tradizionali, ma avremmo tra le mani, ancora e sempre, un libro.” Inoltre, secondo Eco “nella vita esistono cose di cui è giusto avere scorte abbondanti, anche se sappiamo che ne useremo solo una parte. I libri sono una di queste… non sono oggetti da consumare in fretta e poi buttare via. Chi compra un solo libro, lo legge e se ne libera, applica ai libri una logica puramente consumistica: li tratta come un prodotto, una merce. Chi ama davvero i libri, invece, sa che un libro è tutt’altro che questo. Un libro è una presenza. Un’attesa. Una possibilità. È qualcosa che può restare lì per anni, silenzioso, finché un giorno – magari il giorno giusto – apre una porta che non sapevamo nemmeno di avere” (da La memoria vegetale e altri scritti di bibliofilia, Bompiani, 2011).

I libri citati nella Rubrica sono tutti disponibili presso la Libreria San Marziano, in piazza Delle Erbe a Tortona

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