Beato Pironio, amico di Dio
Di Daniela Catalano
Il beato di questa settimana, Eduardo Francisco Pironio, è un “umile Pastore secondo lo spirito del Concilio Vaticano II, testimone di speranza e pazienza evangeliche”. Così lo descrive Papa Francesco nella Lettera Apostolica per la beatificazione, avvenuta due anni fa, il 16 dicembre 2023 nel santuario di Nostra Signora di Luján in Argentina. Nato a Nueve de Julio in Argentina il 3 dicembre 1920, ventiduesimo figlio di emigrati friulani, Pironio è educato alla fede dai genitori. Ordinato sacerdote il 5 dicembre 1943, per alcuni anni è professore in Seminario, poi nel 1953 consegue la Licenza in Teologia a Roma. Rientrato in Argentina nel 1954, riprende l’insegnamento e l’impegno nella predicazione. Nel 1958 è docente all’Università Cattolica Argentina di Buenos Aires. Nel 1962 partecipa co- me “osservatore” alla Sessione inaugurale del Concilio Vaticano II e, l’anno seguente, è tra gli “esperti”. Nel 1964 è nominato prima vescovo ausiliare e poi segretario della Conferenza Episcopale Latinoamericana e svolge una preziosa opera nella Conferenza di Medellín nel 1968. Nel 1972 Pironio diventa vescovo della Diocesi di Mar del Plata. Nel 1974 è invitato da san Paolo VI a predicare gli Esercizi Spirituali alla Curia Romana. Il 18 settembre 1975 riceve l’incarico di prefetto della Congregazione per i Religiosi e gli Istituti Secolari e il 24 maggio 1976 è creato cardinale. Il beato è amato dai confratelli e dai fedeli perché “capace di far sentire tutti amati” ed è un vero “amico di Dio” come lo definisce l’allora cardinale Bergoglio. San Giovanni Paolo II apprezza molto l’impegno di Pironio nella Congregazione e lo vuole come presidente del nuovo Pontificio Consiglio per i laici. Egli sostiene e aiuta il Papa polacco nella realizzazione del primo grande raduno di ragazzi da tutto il mondo che segna la nascita della Giornata mondiale della Gioventù, realizzata il 15 aprile 1984, Domenica delle Palme, in piazza San Pietro. Gli ultimi anni di Pironio sono segnati da una grave malattia. Muore a Roma il 5 febbraio 1998 a 77 anni ed è sepolto nella sua patria, nel santuario di Lujàn. La memoria liturgica cade il 4 febbraio.
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